La Sardegna si colloca ai vertici nazionali nel bando AGENAS “Grandi Anziani”, conquistando il primo posto nell’Area Sud e il terzo posto assoluto in Italia con il progetto “A Kent’Annos in Salude”, dedicato alla presa in carico degli anziani più fragili.
L’iniziativa, presentata da ARES Sardegna in collaborazione con le strutture regionali della sanità e delle politiche sociali, è stata finanziata con 3,47 milioni di euro del PNRR – Missione 6, nell’ambito dell’avviso pubblico promosso dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali.
Il progetto coinvolge in modo integrato le Aziende sanitarie, i Distretti socio-sanitari, gli Ambiti PLUS e le Università di Sassari e Cagliari, con l’obiettivo di rafforzare la sanità territoriale e superare il modello ospedaliero tradizionale a favore della cura di prossimità.
Secondo la Regione, l’iniziativa rappresenta un passo decisivo per migliorare l’assistenza ai grandi anziani in un contesto demografico caratterizzato da forte longevità e da una popolazione anziana pari a circa il 27%.
La Presidente della Regione e Assessora alla Sanità ad interim Alessandra Todde ha sottolineato il valore strategico del risultato, evidenziando come il progetto sia frutto di una collaborazione istituzionale ampia e strutturata. L’obiettivo dichiarato è garantire agli anziani la possibilità di vivere più a lungo e meglio, restando nella propria comunità con servizi adeguati e continui.
Il progetto “A Kent’Annos in Salude” prevede la presa in carico di circa 1.410 grandi anziani, con interventi mirati su tre aree principali: il supporto al deterioramento cognitivo attraverso strumenti tecnologici e stimolazione domiciliare, il miglioramento dell’aderenza terapeutica tramite dispositivi digitali per la gestione dei farmaci e il contrasto all’isolamento sociale attraverso sistemi di monitoraggio e reti territoriali con il Terzo Settore.
L’iniziativa punta a diventare un modello strutturale per la sanità sarda, con l’obiettivo di ridurre ricoveri evitabili e accessi impropri al pronto soccorso, rafforzando al contempo la continuità assistenziale e riducendo le disuguaglianze territoriali.
La governance del progetto sarà affidata ad ARES Sardegna, in coordinamento con l’assessorato regionale e le aziende sanitarie, con il coinvolgimento del sistema universitario regionale.
Il direttore generale di ARES, Giuseppe Pintor, ha evidenziato come il progetto non si limiti all’introduzione di tecnologie, ma miri alla costruzione di un nuovo modello integrato tra sanitario e sociale, capace di portare la cura direttamente a domicilio delle persone più fragili.
La delegazione sarda ha infine illustrato i dettagli operativi del progetto a Roma, presso la sede AGENAS, in occasione della presentazione ufficiale delle iniziative vincitrici del bando nazionale.
Immagine: Regione Sardegna
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