Sardegna, approvata la riforma della protezione civile

Con l'approvazione all'unanimità, la Regione potenzia il sistema di protezione civile, puntando su prevenzione e risposta tempestiva alle emergenze.

La Sardegna compie un passo decisivo verso il rafforzamento della propria protezione civile con l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale della nuova legge sulla Disciplina del Sistema regionale di protezione civile. Un provvedimento che, come ha sottolineato l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, si fonda sulla salvaguardia della vita e sulla capacità di intervenire preventivamente in caso di emergenza. “La salvaguardia della vita, nella sua accezione più ampia, è il fondamento di questo provvedimento”, ha dichiarato Laconi, richiamando anche la propria esperienza di medico dell’emergenza.

La riforma, che sostituisce la legge regionale n. 3 del 1989, si propone di costruire un sistema che non si attivi solo in caso di emergenza, ma che programmi la gestione del rischio in anticipo, migliorando la capacità di protezione di persone, comunità e territorio. La legge nasce in risposta a una crescente frequenza di eventi estremi, come incendi boschivi, dissesto idrogeologico e cambiamenti climatici, che richiedono una risposta sempre più tempestiva e adeguata.

“Questa legge rappresenta un impegno che chiama ciascuno di noi a fare la propria parte per la sicurezza e il futuro della nostra isola”, ha affermato Laconi, enfatizzando l’importanza di diffondere una cultura della protezione civile e della solidarietà, soprattutto nelle scuole e nelle amministrazioni locali.

L’intento della riforma è di superare una visione limitata alla sola emergenza, estendendo l’azione di protezione civile all’intero ciclo di gestione del rischio: prevenzione, preparazione, risposta e ripresa. Un sistema che, come ha evidenziato l’assessora, si basa sulla collaborazione tra Regione e enti locali, promuovendo il concetto di protezione civile di prossimità, che mira a rendere la risposta alle emergenze più tempestiva ed efficace, anche nelle aree più remote.

Il testo della riforma, articolato in sette titoli e trentuno articoli, recepisce il Codice nazionale della protezione civile (d.lgs. 1/2018), adattandolo alle specificità della Sardegna e alla sua condizione di insularità. Tra le novità introdotte, il rafforzamento del ruolo del volontariato organizzato e la creazione della Scuola regionale di protezione civile, un centro di formazione strategico per la diffusione della cultura della prevenzione.

La legge prevede anche una governance multilivello, che consente di coordinare meglio le forze di protezione civile e di garantire che le comunità più piccole e periferiche non restino isolate nei momenti di crisi. Un ulteriore passo verso la creazione di un sistema integrato e moderno che rafforza la sicurezza dell’intera isola.

Redazione

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