A Cagliari è prevista una nuova giornata di mobilitazione per il settore dell’istruzione. Venerdì 28 novembre 2025 i Cobas Scuola Sardegna aderiscono allo sciopero generale promosso dalle organizzazioni sindacali di base, invitando docenti, personale ATA e studenti a partecipare alla manifestazione che si terrà in Piazza del Carmine, con concentramento alle ore 9:30. L’iniziativa nasce in risposta alle recenti misure del Governo in materia di scuola, lavoro e previdenza, contestate dai promotori che chiedono risorse adeguate, maggiori tutele e un diverso modello di sviluppo per il sistema educativo.
Al centro della protesta vi è la legge di bilancio, percepita come insufficiente per rispondere alle necessità del comparto scuola, in particolare sul fronte salariale. Il recente CCNL, giudicato inadeguato dai sindacati di base, viene contestato per gli aumenti economici ritenuti troppo bassi rispetto al costo della vita e al lavoro svolto quotidianamente nelle scuole. Accanto alla richiesta di un contratto più equo emerge anche una critica decisa al dimensionamento scolastico, considerato dannoso per la tenuta dei presidi territoriali.
Una parte significativa della piattaforma riguarda la tutela della cultura, della lingua e della storia della Sardegna, con la richiesta di una legge specifica sulla scuola sarda. I Cobas denunciano inoltre la “digitalizzazione selvaggia” e lo spreco delle risorse del PNRR, ritenendo necessario un utilizzo più mirato dei fondi e un rallentamento dei processi tecnologici imposti senza una strategia condivisa.
Lo sciopero tocca anche il tema della previdenza. I promotori criticano l’attuale assetto normativo e chiedono una revisione delle leggi Fornero e Dini, giudicate troppo penalizzanti per lavoratori e lavoratrici che operano in un settore spesso segnato da carichi crescenti e stipendi ridotti. La stabilizzazione del personale precario rappresenta un altro punto cruciale: secondo i Cobas, chi ha maturato tre anni di servizio dovrebbe essere immesso in ruolo senza ulteriori vincoli, con l’abolizione del vincolo triennale attualmente previsto.
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