Davanti all’ospedale San Camillo di Sorgono si è svolto un presidio notturno promosso dal Comitato Sos, con la partecipazione di cittadini, amministratori locali e attivisti della Barbagia-Mandrolisai. Una mobilitazione che ha richiamato decine di persone nonostante il caldo della serata, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sulle criticità che interessano il presidio sanitario.
Al centro della protesta la situazione del pronto soccorso, rimasto recentemente senza medici dopo la conclusione dei contratti dei cosiddetti “gettonisti”. Una condizione che, secondo quanto denunciato dagli organizzatori, avrebbe aggravato una situazione già considerata fragile, lasciando la struttura con un numero limitato di professionisti in servizio e una copertura ridotta rispetto alle necessità del territorio.
Nel frattempo, le aziende sanitarie competenti, Asl 3 e Ares, stanno cercando di individuare nuovi specialisti per garantire la copertura dei turni. Tuttavia, secondo quanto riferito durante il presidio, il servizio continuerebbe a essere sostenuto da un numero ristretto di medici, circa tre unità, con evidenti difficoltà nella gestione ordinaria dell’emergenza.
La protesta si è sviluppata in un clima di forte partecipazione, con interventi pubblici e testimonianze raccolte direttamente davanti al nosocomio. Il Comitato Sos ha scelto simbolicamente di organizzare il presidio in orario notturno, sottolineando come la questione sanitaria rappresenti una preoccupazione costante per la popolazione locale.
Tra le criticità evidenziate, viene denunciata la gestione dei cosiddetti medici a incarico temporaneo, che garantirebbero una presenza limitata sia in termini di ore giornaliere sia di giorni settimanali. Una condizione che, secondo gli attivisti, non sarebbe sufficiente a garantire un servizio continuativo e adeguato alle esigenze del territorio.
Il Comitato ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo del San Camillo come punto di riferimento per un’ampia area che comprende 14 comuni tra Barbagia-Mandrolisai e Barigadu. Una rete territoriale che, secondo i promotori della mobilitazione, necessiterebbe di maggiore tutela e programmazione stabile per garantire un’assistenza sanitaria efficace.
Nel corso del presidio è stata evidenziata anche l’assenza di una programmazione strutturata del servizio, con turnazioni definite di giorno in giorno e una conseguente incertezza sulla continuità operativa del pronto soccorso. Una situazione che alimenta preoccupazione tra residenti e operatori locali, soprattutto in caso di assenze improvvise o periodi di ferie del personale in servizio.
Non sono mancate critiche rivolte alla gestione politica della situazione sanitaria, con riferimenti alla necessità di soluzioni strutturali per fronteggiare la carenza di personale medico. Il Comitato ha ribadito la richiesta di interventi urgenti e ha sollecitato risposte istituzionali sul futuro del presidio ospedaliero.
La mobilitazione si inserisce così in un contesto di crescente attenzione sul tema della sanità territoriale, con il San Camillo che continua a rappresentare un nodo centrale per la salute pubblica di un’ampia area interna della Sardegna.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.