Mamoiada, Archeomusicando torna con tre giornate tra storia e cultura

La XIV edizione della manifestazione propone un viaggio tra archeologia, tradizioni, arte e musica con al centro le domus de janas patrimonio Unesco.

Tre giorni per riscoprire il passato attraverso archeologia, memoria, tradizioni, arte e musica. Torna a Mamoiada Archeomusicando, manifestazione giunta alla XIV edizione e diventata negli anni un appuntamento centrale per la valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.

L’edizione 2026 sarà dedicata al tema “Miti, misteri e riti del passato”, un percorso alla scoperta delle tracce lasciate dalle comunità che hanno abitato la Sardegna e di quell’immaginario antico che continua ancora oggi a dialogare con il presente.

Le domus de janas al centro della manifestazione

Anche quest’anno il focus sarà dedicato alle domus de janas, le antiche tombe ipogeiche della Sardegna inserite tra i Siti del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Tra queste rientra anche la necropoli di Istevene di Mamoiada, luogo simbolo del territorio e uno degli elementi centrali del percorso di valorizzazione culturale portato avanti dalla comunità.

Per il sindaco Luciano Barone, Archeomusicando rappresenta non solo una manifestazione dalla lunga storia, ma anche un momento di confronto e crescita.

“È un momento di confronto e crescita su temi di estremo interesse, dove la comunità mostra una grande maturità”, ha spiegato il primo cittadino.

Un ponte tra passato e presente

La direttrice scientifica della manifestazione, l’archeologa Viviana Pinna, ha sottolineato il valore del progetto come incontro tra discipline diverse.

“Archeomusicando nasce così dall’incontro tra passato e presente: l’archeologia diventa esperienza, il patrimonio diventa luogo di partecipazione, la musica e le arti contribuiscono a creare nuovi modi di raccontare e vivere la storia”, ha dichiarato.

Il programma è stato pensato per unire ricerca scientifica, comunità, territorio e creatività, con l’obiettivo di rendere il patrimonio storico un elemento vivo e condiviso.

Il programma dell’evento

La manifestazione prenderà il via venerdì 11 settembre con l’inaugurazione della mostra curata dal CeSim dal titolo “La tradizione funeraria nella preistoria della Sardegna – Le Domus de Janas”, ospitata nella Cantina Giuseppe Sedilesu.

A seguire è prevista una tavola rotonda dedicata alla cura e alla valorizzazione del patrimonio culturale sardo, con la partecipazione di realtà e professionisti del settore.

Il confronto sarà dedicato ai temi della gestione, della valorizzazione e dello sviluppo dei territori attraverso la tutela dei beni culturali.

Visite guidate e laboratori per tutte le età

La giornata di sabato 12 settembre sarà dedicata alla scoperta dei siti archeologici di Mamoiada.

Il pubblico potrà partecipare alla visita guidata alla Stele di Garaunele, a Sa Perda Pintà e alla Necropoli di Istevene.

Nel pomeriggio spazio ai più piccoli con il laboratorio “Il vasaio preistorico”, pensato per avvicinare le nuove generazioni all’archeologia attraverso la manualità e la sperimentazione.

La giornata si concluderà con lo spettacolo teatrale “FOME. NOS OLHOS DO TOURO”, di e con Valentina Picciau.

La chiusura con musica e archeologia

Domenica 13 settembre il viaggio proseguirà con la visita al complesso nuragico di Noddule.

Nel pomeriggio, alla Domus de Janas S’Eredadu, sarà proposto il laboratorio “Il pane nuragico”, dedicato alla riscoperta delle antiche pratiche alimentari e dei gesti quotidiani attraverso archeologia e tradizione.

A chiudere la XIV edizione sarà il concerto di Moses Concas & Band, ospitato in uno scenario archeologico di grande suggestione.

Un evento simbolo per il territorio

L’assessore alla Cultura, Turismo e sistema museale Pino Ladu ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto dalla manifestazione.

“Archeomusicando è stata pioniera della valorizzazione dei siti archeologici e della storia del nostro territorio”, ha dichiarato, sottolineando il ruolo dell’evento nel percorso che ha portato la necropoli di Istevene al riconoscimento Unesco.

La XIV edizione conferma così la vocazione della manifestazione: raccontare il passato attraverso linguaggi diversi e creare un legame tra patrimonio, comunità e futuro.

Redazione

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