Torna a Sassari la mobilitazione per la Palestina e contro tutte le guerre. L’appuntamento è fissato per domenica 10 maggio 2026 in Piazza d’Italia, alle ore 19.30. In caso di pioggia, l’iniziativa si sposterà sotto i portici del Grattacielo Vecchio, lato Piazza Castello. Si tratta della quarantesima serata consecutiva di presidio organizzata per il popolo palestinese e contro ogni forma di colonialismo.
Nel comunicato diffuso, le organizzazioni promotrici sottolineano la coincidenza con la giornata dedicata alla figura della madre e della maternità, ricordando le sofferenze patite dalle madri palestinesi di Gaza durante il genocidio in corso. I promotori esprimono il proprio sdegno per quanto sta accadendo in Palestina, a Gaza e in Libano, denunciando come la situazione di Gaza sia ormai uscita dal dibattito pubblico mentre Israele continua a bombardare le tende dei rifugiati, segnati da fame ed epidemie. La denuncia trova conferma, ricordano gli organizzatori, nell’ultimo rapporto di Medici senza Frontiere. Nessuna sicurezza viene riconosciuta nemmeno alla Cisgiordania occupata, descritta come assediata dalla violenza dei coloni.
Spazio importante nel comunicato è dedicato alla vicenda delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, partite dalla Sicilia con l’obiettivo di portare aiuti umanitari alla popolazione civile di Gaza. Gli organizzatori esprimono indignazione per quanto accaduto alle navi e per la detenzione dei due attivisti Thiago Avila e Saif Abukashek, fermati senza aver commesso alcun illecito. La vicenda viene definita “una situazione estremamente grave, che mostra ancora una volta la violazione da parte dello stato di Israele del diritto internazionale, della libertà di navigazione e della tutela delle missioni civili e umanitarie”.
In vista della partenza della prossima Flotilla, le organizzazioni avanzano richieste urgenti al Governo italiano: garantire l’incolumità di tutte le persone a bordo, intraprendere tutte le azioni diplomatiche necessarie per assicurare il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali, e considerare prioritari la sicurezza delle persone coinvolte e il rispetto delle norme internazionali. La richiesta di libertà si estende al popolo palestinese e alla sua terra, al Libano, all’Iran, alla Siria e a tutti i popoli oppressi.
Anche per questa domenica i partecipanti sono invitati a portare pentole, mestoli, fischietti e qualunque oggetto utile a “rompere il silenzio complice”. Nel corso della serata sono previste letture di testi, poesie e testimonianze, oltre a un confronto su cosa si possa fare per fermare la deriva denunciata. L’invito conclusivo è esplicito: “Vi invitiamo ad abbandonare per un’ora le vostre case comode e per una sera unirvi a noi per dichiarare il vostro dissenso. Noi ci saremo, e voi?”
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