Alghero, arrestato il presunto complice del rapinatore con la maschera di Dalì

Nuovi sviluppi nell’indagine dei carabinieri sulle rapine che tra gennaio e febbraio hanno colpito diversi esercizi commerciali della città. In carcere un 26enne accusato di aver collaborato alla pianificazione e all’esecuzione di almeno uno dei colpi

macchina dei carabinieri

Proseguono le indagini dei carabinieri della Compagnia di Alghero sulle rapine che nei primi mesi dell’anno hanno destato forte preoccupazione tra commercianti e cittadini. Nella giornata di ieri i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Daniele Federico, 26 anni, ritenuto dagli investigatori il presunto complice del cosiddetto “rapinatore con la maschera di Dalì”.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Sassari su richiesta della Procura e rappresenta l’ultimo sviluppo di un’inchiesta avviata dopo una serie di episodi che hanno interessato diverse attività commerciali di Alghero tra gennaio e febbraio. Nel mirino dei malviventi erano finiti supermercati, una farmacia, una tabaccheria e un negozio di elettronica.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le rapine consumate e i tentativi messi a segno avrebbero fruttato complessivamente circa 3mila euro, una somma relativamente contenuta ma sufficiente a generare un clima di allarme tra gli esercenti della città. Gli episodi avevano infatti attirato l’attenzione delle forze dell’ordine sia per la frequenza con cui si erano verificati sia per le modalità utilizzate dagli autori.

L’indagine aveva già portato, lo scorso 10 marzo, all’arresto di Salvatore Santaniello, 24 anni, indicato come il presunto autore materiale delle rapine. Durante le perquisizioni eseguite nell’ambito delle attività investigative, i carabinieri avevano sequestrato alcuni indumenti ritenuti compatibili con quelli utilizzati durante i colpi e una replica di pistola priva del tappo rosso.

Con il nuovo arresto gli inquirenti ritengono di aver individuato un ulteriore elemento del gruppo coinvolto nelle azioni criminali. Per gli investigatori, il ventiseienne avrebbe partecipato sia alla fase preparatoria sia a quella esecutiva di almeno una rapina, effettuando sopralluoghi e fornendo indicazioni utili all’organizzazione dei colpi.

Un ruolo che sarebbe stato ricostruito anche grazie all’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza. Le telecamere avrebbero infatti documentato la presenza dei due giovani insieme a una ragazza in alcune circostanze ritenute rilevanti dagli investigatori per la ricostruzione dei fatti.

Le attività investigative hanno inoltre consentito di approfondire la destinazione del denaro sottratto durante le rapine. Secondo l’ipotesi accusatoria, una parte delle somme ottenute sarebbe stata utilizzata per acquistare sostanze stupefacenti da destinare successivamente allo spaccio nel mercato locale. Un elemento che amplia il quadro investigativo e che viene ora valutato dagli inquirenti nell’ambito dell’inchiesta.

Dalle indagini sono emersi anche ulteriori progetti criminali che sarebbero stati presi in considerazione dal gruppo, senza però arrivare a una concreta realizzazione. Tra questi figurerebbe l’ipotesi di assaltare uno sportello bancomat nel centro storico di Alghero attraverso l’impiego di persone esperte nell’utilizzo di esplosivi.

Gli investigatori hanno inoltre accertato l’esistenza di altri piani che avrebbero riguardato il possibile incendio di alcune automobili appartenenti a persone considerate rivali e la progettazione di una rapina in abitazione. Si tratta di ipotesi che, secondo quanto emerso, non sarebbero mai state portate a termine.

L’intervento tempestivo dei carabinieri avrebbe impedito l’eventuale sviluppo di questi ulteriori progetti criminali, consentendo di interrompere l’attività del gruppo prima che le idee elaborate trovassero attuazione concreta.

Al termine delle formalità previste dalla procedura, Daniele Federico, assistito dall’avvocata Patrizia Marcori, è stato trasferito nella casa circondariale di Sassari-Bancali, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria. Salvatore Santaniello è invece assistito dall’avvocato Danilo Mattana.

L’inchiesta prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali ulteriori responsabilità. Nel frattempo, l’operazione condotta dai carabinieri rappresenta un importante passo avanti nelle indagini che hanno interessato una delle serie di rapine più discusse degli ultimi mesi nel territorio di Alghero.

Redazione

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