Restano in carcere le 16 persone arrestate nell’ambito dell’operazione Replay, scattata nei giorni scorsi per un presunto giro di spaccio di droga nel centro storico. Il giudice per le indagini preliminari Gian Paolo Piana ha confermato le misure cautelari, respingendo le istanze presentate dagli avvocati difensori degli indagati.
La decisione è arrivata dopo gli interrogatori di garanzia, durante i quali il quadro accusatorio, secondo quanto emerso dalla valutazione del gip, avrebbe trovato ulteriori elementi di conferma. Per i 15 cittadini nigeriani e per il cittadino sardo coinvolti nell’inchiesta resta quindi la custodia cautelare in carcere.
L’indagine, coordinata dai sostituti procuratori Giovanni Porcheddu e Giovanni Dore, contesta agli arrestati il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe gestito un’attività di vendita di droga concentrata principalmente nell’area del centro storico.
Gli elementi raccolti dagli investigatori sarebbero il risultato di un’attività condotta dai carabinieri nell’arco di due anni, dal 2023 al 2025. Le indagini avrebbero documentato numerose presunte cessioni di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina ed eroina, attraverso una rete di contatti e movimenti monitorati dagli operatori.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo avrebbe avuto una struttura organizzata, descritta nell’ordinanza come una “rudimentale organizzazione” dedita allo spaccio. Gli investigatori avrebbero individuato ruoli e collegamenti tra le persone coinvolte, ritenendo che il sistema fosse operativo con continuità nel tempo.
L’inchiesta Replay presenta inoltre alcuni punti di collegamento con una precedente operazione condotta dalla polizia di Stato nel maggio 2025. In quella circostanza erano emerse contestazioni più gravi, tra cui anche l’ipotesi di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Proprio per i possibili legami con quel precedente filone investigativo, alcuni degli indagati destinatari dell’attuale ordinanza cautelare si trovavano già detenuti in carcere. La nuova misura è stata quindi notificata anche a persone già ristrette per altri procedimenti.
La conferma della custodia cautelare rappresenta un passaggio importante nell’inchiesta, che ora proseguirà con ulteriori approfondimenti investigativi e con la valutazione degli elementi raccolti dalla procura.
Gli arrestati rimangono dunque a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa degli sviluppi successivi del procedimento. Saranno i prossimi passaggi processuali a chiarire il ruolo dei singoli indagati e la consistenza delle accuse contestate.
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