La crisi: Latte Dolce a Sassari perde servizi e spazi di comunità

Il quartiere sassarese registra negli anni una progressiva riduzione di presidi pubblici e luoghi di aggregazione. Il comitato lancia l’allarme sul rischio di isolamento sociale

ospedale

Il quartiere di Latte Dolce, a Sassari, vede ridursi progressivamente i servizi disponibili e denuncia una crescente perdita di punti di riferimento per i residenti. Dalle strutture sanitarie agli uffici pubblici, passando per gli spazi dedicati alla socialità, negli anni diversi presidi sono stati chiusi, trasferiti o hanno cambiato funzione.

Tra le realtà che hanno lasciato il quartiere figurano l’ambulatorio, la banca, Punto Città e, in prospettiva, anche il Centro per l’impiego, destinato a scomparire dalla zona. A queste perdite si aggiunge lo spostamento di luoghi di incontro e sostegno sociale, come La Sorgente, centro rivolto alle persone con disabilità trasferito dal Comune in via Bellini nel 2022 insieme ad altre associazioni.

Anche il Serd non è più presente nel quartiere. Una situazione che, secondo alcuni residenti, aveva generato diverse difficoltà legate alla presenza di persone con problemi di dipendenza e alle conseguenze sulla vita quotidiana della zona.

Uno dei principali segnali di trasformazione riguarda gli spazi dell’ex Palazzo Ducale, che negli anni Ottanta ospitavano diversi uffici comunali, tra cui Statistica, Protezione civile e Strade vicinali. Oggi quegli ambienti, secondo quanto segnalato, sarebbero utilizzati come rifugio da persone senza fissa dimora.

Attualmente, tra i presidi istituzionali rimane soltanto un distaccamento dei Servizi sociali, mentre il quartiere registra una progressiva riduzione delle attività e degli spazi destinati alla comunità.

Il Comitato di quartiere ha più volte evidenziato il problema, sottolineando il rischio di un progressivo abbandono. L’ultimo episodio riguarda l’area giochi per bambini di via Bottego, unica struttura di questo tipo nella zona, alla quale il settore Ambiente ha impedito l’accesso perché considerata non sicura.

Per l’area è prevista una riqualificazione, ma al momento non sono note le tempistiche dell’intervento. La mancanza di spazi di aggregazione rappresenta una delle principali preoccupazioni dei residenti.

«Mancano i luoghi di aggregazione», afferma Franco Fenu, presidente dell’associazione Nostra Signora del Latte Dolce, realtà presente nel quartiere da 64 anni. Secondo Fenu, il punto di riferimento oggi più attivo è quello gestito dalla Caritas, dedicato alle persone in difficoltà, un segnale che evidenzierebbe la crescente necessità di sostegno sociale.

Il quartiere chiede quindi attenzione e interventi capaci di restituire servizi, spazi pubblici e occasioni di incontro, elementi considerati fondamentali per mantenere viva la comunità.

Redazione

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