Monte Unturzu diventa il nuovo punto simbolico delle proteste contro la realizzazione di impianti eolici nel nord Sardegna. A Ittiri, diversi comitati territoriali hanno organizzato per domani una manifestazione che partirà alle 10.30 dal centro del paese, con arrivo previsto sulla sommità del monte, per contestare il progetto del parco eolico “Alas”, composto da dieci aerogeneratori per una potenza complessiva di 66 MW tra Ittiri e Villanova Monteleone.
La mobilitazione è promossa da realtà come il “Comitato di Alghero Nuova Resistenza per la Terra Sarda”, il “Coordinamento Gallura per la Difesa della Sardegna” e il “Comitadu pro sa Nurra”, che denunciano una crescente pressione legata alla cosiddetta transizione energetica e alla sua ricaduta sul paesaggio e sull’uso del territorio. Il progetto eolico, autorizzato nel 2024 ma mai condiviso con una parte della comunità locale, rappresenta il principale motivo della protesta.
L’iniziativa si inserisce in un clima già teso sul fronte delle autorizzazioni energetiche. Solo poche ore prima, il Consiglio comunale ha espresso all’unanimità una posizione contraria al progetto Bess da 470,4 MW in località Su Dragone, un impianto di accumulo che resta ancora in fase autorizzativa. Alla seduta era presente anche l’assessore regionale Francesco Spanedda. Le due vicende, pur differenti per tipologia e iter amministrativo, vengono lette dai comitati come parte di un unico scenario: quello di una transizione energetica percepita come potenzialmente invasiva per il territorio.
Al centro del dibattito resta il nodo del rapporto tra sviluppo delle energie rinnovabili e tutela del paesaggio rurale sardo, con particolare attenzione alle aree interne e collinari. I promotori delle proteste sostengono che la diffusione degli impianti eolici e di accumulo debba essere regolata con maggiore attenzione alla densità territoriale e all’impatto visivo, oltre che alla distanza dalle abitazioni e dalle attività produttive.
Parallelamente, anche la Gallura si prepara a una nuova fase di mobilitazione. Nel territorio è infatti in discussione il progetto del “Parco eolico sughere e granito”, previsto tra i comuni di Calangianus e Sant’Antonio di Gallura, con interventi collegati anche ai territori di Olbia e Telti. Il piano prevede l’installazione di impianti eolici in un’area caratterizzata da forte valore paesaggistico e da una presenza diffusa di aziende agricole, allevamenti e stazzi rurali.
In questo caso, la protesta coinvolge un fronte più ampio che include amministratori locali, imprenditori e residenti delle campagne, preoccupati per la possibile vicinanza degli aerogeneratori alle abitazioni e alle attività economiche. Il tema centrale, anche qui, riguarda la distanza degli impianti dai centri abitati e l’impatto sul tessuto produttivo locale, considerato da molti un elemento non sufficientemente tutelato nei processi autorizzativi.
Il quadro che emerge è quello di una Sardegna attraversata da una crescente tensione tra esigenze di transizione energetica e richieste di salvaguardia ambientale e identitaria. Da un lato, la spinta verso lo sviluppo delle energie rinnovabili; dall’altro, la preoccupazione di comunità locali che chiedono un maggiore coinvolgimento nei processi decisionali e una pianificazione più attenta delle ricadute territoriali.
Le prossime settimane potrebbero risultare decisive per comprendere l’evoluzione dei diversi procedimenti autorizzativi e l’eventuale apertura di nuovi tavoli di confronto tra istituzioni regionali, enti locali e comitati civici. Nel frattempo, le mobilitazioni annunciate confermano un clima di forte attenzione e conflitto attorno al futuro energetico dell’isola.
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