Sono arrivate nelle ultime ore le informazioni di garanzia destinate ad alcune decine di manifestanti che avevano partecipato allo sciopero in solidarietà con la Palestina del 3 ottobre 2025 a Sassari. Le contestazioni della Procura della Repubblica riguardano due ipotesi di reato: blocco stradale e manifestazione non autorizzata.
A rendere nota la situazione è stata l’avvocata Giulia Lai, che ha assunto la difesa di diversi degli indagati. Secondo la legale, il procedimento presenta caratteristiche simili a quello aperto a Cagliari sullo stesso tema, dove risultano coinvolte circa 90 persone.
Le tensioni durante il corteo
L’indagine riguarda quanto accaduto oltre un anno fa, durante la manifestazione organizzata nell’ambito dello sciopero nazionale in solidarietà della Palestina.
In quella giornata, all’altezza dell’Emiciclo, si verificarono momenti di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine. Alcuni episodi furono documentati anche attraverso video circolati successivamente.
Secondo la ricostruzione al centro dell’inchiesta, il corteo si sarebbe formato in maniera spontanea, dando origine a una situazione che ora viene valutata sotto il profilo penale e amministrativo.
Il nodo del blocco stradale
Uno degli aspetti principali dell’inchiesta riguarda il reato di blocco stradale. La difesa attende di conoscere gli sviluppi del procedimento prima di valutare eventuali iniziative, anche alla luce di quanto avvenuto a Cagliari.
Nel capoluogo regionale, infatti, gli avvocati degli indagati hanno sollevato un’eccezione di incostituzionalità sulla norma relativa al blocco stradale e sono in attesa della pronuncia.
Anche a Sassari eventuali iniziative analoghe potranno essere valutate dopo l’avviso di conclusione delle indagini.
La disciplina del blocco stradale è stata modificata negli ultimi anni. Quando il fatto viene commesso da più persone, la normativa prevede oggi conseguenze più pesanti, con possibilità di condanne fino a due anni.
La manifestazione non autorizzata
L’altra contestazione riguarda la partecipazione a una manifestazione non autorizzata. Con i recenti decreti sicurezza, questa fattispecie è stata ricondotta in particolare all’ambito degli illeciti amministrativi.
Per questo tipo di violazione sono previste sanzioni economiche che possono arrivare fino a mille euro.
Il procedimento sassarese si inserisce quindi in un quadro più ampio di indagini nate dopo alcune mobilitazioni legate al conflitto in Medio Oriente e alle iniziative di solidarietà con la popolazione palestinese.
Le prossime fasi dell’inchiesta
La Procura dovrà ora completare gli accertamenti e definire il quadro delle contestazioni nei confronti delle persone coinvolte.
La difesa, nel frattempo, attende gli atti successivi per valutare le strategie processuali e le eventuali eccezioni da presentare.
La vicenda resta quindi nella fase delle indagini preliminari, con gli indagati chiamati a chiarire la propria posizione nell’ambito del procedimento aperto dalla Procura di Sassari.
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