Nuovo capitolo nel mistero della morte di Manuela Murgia, la giovane trovata senza vita nel canyon di Tuvixeddu trent’anni fa. Dopo decenni di silenzio, gli agenti della squadra mobile hanno recuperato dagli archivi dell’Istituto di medicina legale gli abiti che la ragazza indossava il giorno della sua morte. Il ritrovamento, rivelato dal quotidiano L’Unione Sarda, potrebbe imprimere una svolta decisiva alle indagini riaperte recentemente.
All’interno di scatole e buste sigillate sono stati rinvenuti pantaloni, scarpe, maglia e biancheria intima appartenuti alla sedicenne, custoditi fino ad oggi nei locali della medicina legale. Le immagini degli indumenti erano state già condivise pubblicamente dalla famiglia nel corso dell’ultimo anno, a testimonianza di una ricerca della verità mai interrotta.
Il caso era stato archiviato inizialmente come suicidio, ma la famiglia Murgia ha sempre contestato questa ricostruzione, ritenendola priva di fondamento. Due anni fa, ottenute le carte dell’indagine, i parenti della giovane hanno rilanciato l’ipotesi di un omicidio, avvalorata dalle analisi condotte dal consulente tecnico Demontis, secondo cui le ferite riscontrate sul corpo sarebbero incompatibili con una semplice caduta nel vuoto.
La riesumazione degli abiti potrebbe ora offrire nuovi elementi forensi utili a chiarire quanto accaduto. Le tracce sui tessuti, se ancora rilevabili, potrebbero confermare o smentire l’ipotesi di una colluttazione o di un’aggressione avvenuta poco prima della morte.
L’inchiesta, tornata sotto i riflettori, si arricchisce così di un tassello chiave, che potrebbe riscrivere la storia di uno dei misteri più oscuri della cronaca sarda degli anni ’90. La famiglia, che non ha mai smesso di cercare giustizia, attende ora risposte concrete dalle autorità giudiziarie.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
[…] giovane venne trovata morta nel canyon di Tuvixeddu, e per anni la sua vicenda è rimasta senza una risposta definitiva. Ma qualcosa è cambiato. Dopo […]