Rifiuti, extracosti e impianti fermi: il caso Tecnocasic pesa sui cittadini di Cagliari

Impianti in manutenzione e lavori mai conclusi fanno lievitare le tariffe: due milioni di euro in più sulle bollette

I cagliaritani pagano fino a 70 euro in più a quintale per lo smaltimento del secco residuo rispetto alla media nazionale, a cui si aggiungono altri 30 euro per il compostaggio. Un sistema di extracosti che, alla fine, si traduce in una spesa complessiva di circa due milioni di euro annui a carico della cittadinanza. Al centro delle critiche è finita Tecnocasic, la società in house del Consorzio Cacip, ex Casic, attiva da 35 anni nella gestione degli impianti di termovalorizzazione.

Il nodo dei costi e la denuncia del Consiglio comunale

La questione è approdata nelle aule del Consiglio comunale di Cagliari, grazie a un ordine del giorno congiunto delle commissioni Ecologia urbana e Bilancio, che hanno deciso di analizzare in profondità la gestione dei rifiuti urbani e i costi accessori imposti alla città. Il dato più eclatante riguarda il prezzo dello smaltimento del secco, che si attesta a 199,99 euro + Iva a quintale, cifra nettamente superiore alla media nazionale. Una situazione che non trova giustificazioni né sul piano tecnico né su quello economico, e che ha spinto i consiglieri a chiedere trasparenza e chiarimenti sulla gestione degli impianti.

Impianti fuori uso: tre su tre fermi

A peggiorare il quadro c’è la completa inattività degli impianti di termovalorizzazione gestiti da Tecnocasic. Due dei tre impianti risultano fermi per lavori di revamping – un aggiornamento tecnologico necessario – i cui termini di completamento erano previsti già tre anni fa, ma che non sono mai stati rispettati. L’unico impianto rimasto operativo è attualmente bloccato per manutenzione, lasciando di fatto l’intero sistema privo di operatività.

Questo blocco obbliga il Comune a rivolgersi ad altri impianti esterni per smaltire i rifiuti, con un inevitabile aggravio dei costi. In assenza di impianti funzionanti, l’intero processo di gestione dei rifiuti perde efficienza, e le conseguenze si riflettono direttamente sulle tariffe pagate dai cittadini e sulla sostenibilità dell’intero ciclo.

Una governance sotto osservazione

Il caso Tecnocasic ha riacceso il dibattito sulla gestione delle società partecipate e sul ruolo che queste dovrebbero svolgere nel garantire servizi efficienti e sostenibili ai territori. Il Consiglio comunale, attraverso le sue commissioni, ha acceso un faro su possibili inefficienze gestionali, ritardi e mancanza di trasparenza, ponendo anche interrogativi sulla reale utilità degli investimenti pubblici effettuati nel tempo.

Si attende ora una risposta formale da parte della società e del Cacip, con chiarimenti sui tempi di ripristino degli impianti e sulle strategie per ridurre gli extracosti che continuano a gravare sul bilancio familiare di migliaia di cagliaritani.

Redazione

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