La Regione Sardegna, attraverso l’Assessorato del Lavoro, ha pubblicato l’avviso pubblico “CONNETTI”, un programma pensato per rafforzare l’inclusione sociale e lavorativa dei cittadini di Paesi terzi e delle persone di origine straniera.
L’iniziativa si propone come un vero e proprio ponte tra individui e opportunità, puntando a facilitare l’accesso ai servizi e al mondo del lavoro. Gli interventi finanziati saranno a supporto delle attività dei Centri per l’Impiego (CPI), nodi fondamentali nella rete delle politiche attive del lavoro.
I progetti dovranno affiancare gli operatori nei colloqui individuali e di gruppo, offrendo orientamento, accompagnamento e sostegno nella ricerca attiva di occupazione.
Tra le principali azioni previste dal bando CONNETTI figurano:
- supporto linguistico e mediazione culturale;
- informazione su diritti, doveri e opportunità (lavorative, sanitarie, abitative e formative);
- facilitazione dei rapporti con i servizi territoriali;
- collaborazione nei programmi regionali dedicati ai cittadini stranieri;
- interventi di mediazione sociale per favorire l’inclusione lavorativa.
Un insieme di strumenti pensati per trasformare l’inserimento lavorativo in un percorso accompagnato, e non in una corsa a ostacoli. L’avviso dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 3 milioni di euro, finanziati nell’ambito del PR Sardegna FSE+ 2021–2027, Priorità 3 dedicata a inclusione e lotta alla povertà.
L’obiettivo è migliorare l’occupabilità dei soggetti più vulnerabili, promuovendo una partecipazione attiva alla vita economica e sociale.
Possono presentare domanda diversi soggetti del terzo settore e della cooperazione sociale, tra cui:
- imprese sociali e consorzi;
- ONLUS e associazioni di promozione sociale;
- consorzi ordinari e ATI/ATS, anche da costituire.
Le candidature dovranno essere inviate entro il 5 giugno 2026 esclusivamente tramite il Sistema Informativo del Lavoro e della formazione professionale (SIL).
“CONNETTI” non è solo un bando, ma una dichiarazione di intenti: costruire una società più inclusiva, dove le differenze diventano risorse e non barriere.
In questo scenario, la mediazione non è un semplice servizio… ma una chiave capace di aprire porte che altrimenti resterebbero chiuse
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