A Capoterra aria irrespirabile per la puzza di zolfo, il sindaco: «Intervenga l’Arpas»

Le lamentele dei residenti sono aumentate con il passare delle ore

Una nube di gas misto a zolfo sta rendendo l’aria di Capoterra e delle sue frazioni irrespirabile da ieri sera. Dalla Torre degli Ulivi fino alla residenza del Poggio, l’intero comune è avvolto da un odore nauseabondo che ha provocato numerose segnalazioni.

I cittadini hanno espresso il loro disagio sui gruppi di discussione locali, con alcuni che hanno trascorso la notte con le finestre chiuse e altri che hanno contattato i vigili del fuoco. Tuttavia, dal comando di viale Marconi non sono emerse irregolarità tali da richiedere un intervento immediato delle squadre di soccorso.

Il sindaco di Capoterra, Beniamino Garau, ha dichiarato che la causa della nube non è legata al territorio comunale, ma potrebbe essere collegata a un problema negli impianti della Saras a Sarroch. “I residenti di Capoterra sono abituati a odori più o meno nauseabondi, ma questa volta l’origine non sembra essere nella nostra zona,” ha affermato Garau. Le prime informazioni suggeriscono che ci sia stato un blocco in una parte degli impianti della Saras, ma si attendono comunicazioni ufficiali per confermare la causa.

Le lamentele dei residenti sono aumentate con il passare delle ore, spingendo il sindaco a richiedere un intervento dell’Arpas (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Sardegna) per monitorare la situazione e individuare la fonte esatta del problema.

La situazione ha creato un notevole disagio nella comunità, con residenti preoccupati per la qualità dell’aria e per possibili rischi per la salute. L’intervento dell’Arpas sarà cruciale per valutare l’impatto ambientale della nube di zolfo e per stabilire le misure necessarie per risolvere il problema.

Il sindaco Garau ha assicurato che saranno fornite ulteriori informazioni non appena disponibili e ha invitato i cittadini a segnalare eventuali peggioramenti della situazione. Nel frattempo, la comunità di Capoterra attende con preoccupazione e speranza che l’aria torni presto respirabile.

Redazione

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