Si è svolta oggi nella Sala Congressi della Cittadella Universitaria del Policlinico di Monserrato la giornata di approfondimento dedicata al Programma Nazionale Esiti (PNE) 2025, promossa dalla Regione Sardegna, tramite l’Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, in collaborazione con Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
L’incontro ha registrato la partecipazione dei vertici del sistema sanitario regionale, tra cui la Presidente della Regione ed assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde e Thomas Schael, direttore generale dell’Assessorato regionale della Sanità. Presenti anche i rappresentanti di Agenas, tra cui Angelo Tanese, Direttore Generale, e i membri del gruppo di lavoro nazionale del PNE.
“Parlare di esiti significa parlare di persone”, ha sottolineato Todde aprendo i lavori. La Presidente ha evidenziato come il PNE consenta di misurare la capacità del sistema sanitario di rispondere ai bisogni dei cittadini, garantendo cure efficaci, sicure ed eque, e di utilizzare al meglio le risorse pubbliche.
Secondo la Presidente Todde, i dati non sono semplici numeri o indicatori statistici: “sono conoscenza, consapevolezza e capacità di orientare le decisioni. ono conoscenza. Attraverso i dati possiamo comprendere ciò che funziona, individuare le criticità, confrontare esperienze diverse e promuovere percorsi di miglioramento continuo”. La finalità del PNE, ha ricordato la Presidente, non è stilare classifiche, ma offrire strumenti oggettivi a supporto delle politiche pubbliche e della qualità dell’assistenza.
Per la Sardegna, con le sue caratteristiche territoriali e demografiche, l’analisi degli esiti rappresenta un’opportunità per valutare l’efficacia delle scelte compiute, individuare aree di intervento prioritario e valorizzare le esperienze positive nei servizi sanitari.
Durante la giornata sono stati illustrati il funzionamento del PNE e i principali risultati dell’edizione 2025, basata sui dati del 2024. Il Programma monitora 218 indicatori distribuiti su aree ospedaliera, territoriale ed equità, con l’obiettivo di valutare l’efficacia dei percorsi assistenziali, identificare criticità organizzative e supportare azioni correttive basate sugli esiti.
Tra i risultati emersi per la Sardegna, il report segnala alcune aree di particolare attenzione, come ortopedia e traumatologia, gravidanza e parto, chirurgia oncologica e patologie respiratorie, insieme a settori con performance in linea o superiori alla media nazionale. Viene inoltre sottolineata la necessità di rafforzare la presa in carico dei pazienti e di utilizzare i dati sanitari in modo sempre più efficace e consapevole.
“La sfida che abbiamo davanti è costruire una sanità sempre più orientata agli esiti, capace di coniugare innovazione, sostenibilità e centralità della persona. Una sanità che utilizzi la qualità del dato e la sua attendibilità non come punto di arrivo, ma come base per migliorare continuamente”, ha concluso Alessandra Todde. L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto tra istituzioni, professionisti e organizzazioni sanitarie, promuovendo la cultura della valutazione, della trasparenza e del miglioramento continuo a beneficio della salute dei cittadini sardi.
Foto: Regione Sardegna
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