Artigianato, i numeri in chiaroscuro della Sardegna

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L’artigianato ha registrato 33.935 a giugno di quest’anno, di cui 33.716 attive, in rappresentanza di più del 20% di tutte le imprese sarde. Numeri che
pongono l’Isola al secondo posto in Italia per crescita di questo comparto con +0,68%, contro il +0,63 dello scorso anno, e un saldo di +230 imprese, la risultante delle 639 aperture e 409 cessazioni. Al primo posto della classifica nazionale c’è la Valle d’Aosta che è cresciuta dello 0,97% contro la media nazionale dello + 0,43%.

“Il settore tiene grazie a visione, forza e determinazione degli imprenditori e alle leggi di settore”, il commento del presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Giacomo Meloni.

Il trend negativo degli ultimi dieci anni

Ma il trend del comparto, negli ultimi dieci anni, continua ad essere complessivamente negativo, nell’Isola come nel resto d’Italia. In Sardegna in dieci anni si è perso quasi un quinto delle imprese artigiane. Una percentuale altissima, anche se inferiore a quella nazionale. In termini assoluti, rispetto al 2015 ci sono 8.431 imprese in meno nel comparto. E solo nell’ultimo anno se ne sono perse -1.502(-4,2%).

Questa l’analisi dell’Ufficio Studi della Cgia, che lancia l’allarme per un fenomeno che in Italia ha portato in un decennio alla perdita di un quinto delle imprese artigiane registrate (-433.863 in termini assoluti).

In Italia

Negli ultimi dieci anni l’Italia ha perso 433.863. Precisamente una su quattro rispetto a quelle che si contavano nel 2015. Una contrazione che è proseguita nell’ultimo anno: 69.835 imprese artigiane in meno (-5,1%).

Nel 2025 le sedi di imprese artigiane attive in Italia hanno toccato 1,22 milioni di unità. Anche il numero di artigiani – rileva l’Ufficio studi della Cgia – è ininterrottamente diminuito: se nel 2015 a lavorare nel comparto erano 1,7 milioni di persone, nel 2025 se ne contano quasi 1,3 milioni, praticamente quasi 434mila in meno (-25,1%).

L’impatto dell’AI

Un fenomeno che ora deve fare i conti anche con l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, che certo non può sostituire il “saper fare” artigiano, ma può creare un’ulteriore selezione (anche con occasioni di sviluppo) tra le imprese del settore.

Redazione

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