Crescono ancora gli infortuni sui cantieri della Sardegna, regione che conta 23mila imprese di costruzioni con 43mila addetti. Nel 2025, secondo i dati forniti da Formedil Caes Sardegna, sono stati 977 solo nelle costruzioni.
Come emerso nel confronto tra Cassa Artigiana dell’Edilizia della Sardegna, Inail Direzione Regionale Sardegna e dal Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali dell’Università di Cagliari, a cui hanno partecipato Istituzioni, imprese e lavoratori, ricercatori, rappresentanti sindacali, tecnici del settore e studenti, per le imprese sicurezza e prevenzione, tecnologia, innovazione e cantiere del futuro, benessere fisico e riduzione del lavoro, invecchiamento degli addetti e passaggio generazionale, non sono più semplici intenzioni ma veri obiettivi concreti da raggiungere per un lavoro in edilizia più evoluto, più sicuro, meno usurante e più attrattivo per le nuove generazioni e che tenga alta l’attenzione sui temi della prevenzione, della formazione e della tutela della salute nei cantieri.
In questo quadro, le nuove tecnologie non sono solo semplici strumenti di sicurezza ma anche soluzioni concrete per migliorare la qualità del lavoro, ridurre la fatica fisica e rendere il settore più moderno e competitivo. Esoscheletri, sistemi anticaduta, protezioni collettive, dispositivi di protezione individuale e formazione nei cantieri, attraverso la realtà virtuale e la sensoristica relativa alla misurazione della salute sotto carico e sotto stress da lavoro, possono costituire un grande ausilio.
Le imprese delle costruzioni in Sardegna
I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, su fonti Istat, Eurostat, Svimez, Banca d’Italia. Movimprese, UnionCamere ed Excelsior, hanno fotografato un comparto delle costruzioni solido, vitale e sempre più strategico per l’economia regionale, ma anche un settore che si trova davanti alle più grandi trasformazioni della sua storia: la rivoluzione digitale, l’intelligenza artificiale, la transizione green, i cambiamenti demografici e un nuovo modo di abitare delle comunità.
Nel terzo trimestre dell’anno, nell’Isola operano 22.873 imprese delle costruzioni, di cui 13.135 artigiane, pari al 57% del totale. Un tessuto produttivo composto soprattutto da micro e piccole imprese, che rappresentano la spina dorsale del settore: il 91,5% degli addetti lavora in realtà con meno di 50 dipendenti. Gli addetti complessivi sono 41.831, di cui 21.970 nell’artigianato, capace di generare 1,329 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 39,5% del totale artigiano sardo, quota ben superiore alla media nazionale.
Grazie alla spinta del superbonus e alla ripresa degli investimenti, l’occupazione ha registrato un incremento senza precedenti: oltre 9.000 addetti in più tra il 2019 e il 2023.
La Sardegna ha fatto segnare il miglior dato nazionale, con una crescita del +17,9%, contro il +2,6% dell’economia regionale. A trainare questa dinamica è soprattutto l’aumento degli indipendenti, cresciuti del 93,7% negli ultimi cinque anni. Il comparto continua comunque a espandersi: nel primo semestre 2025 l’occupazione cresce ancora (+1,2%), mentre aumentano in modo significativo le imprese più strutturate, come le Srl (+21,1%), indice di una crescente solidità organizzativa.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.