Il progetto di completamento e razionalizzazione del porto commerciale di Palau non vedrà la luce. La procedura di Valutazione di impatto ambientale, conclusa a Roma dai ministeri dell’Ambiente e della Cultura, insieme all’esame in Consiglio dei ministri, ha infatti dato esito negativo. La decisione ha privilegiato la tutela paesaggistica, ambientale e del patrimonio storico-culturale rispetto alla realizzazione dell’opera.
Presentato nel 2021 dal Comune di Palau, il progetto prevedeva l’espansione delle banchine, la creazione di spazi per imbarcazioni sotto i sette metri con portualità a secco e l’accoglienza di yacht tra 20 e 60 metri. La riorganizzazione delle aree destinate alla nautica da diporto avrebbe comportato un aumento delle strutture portuali e una nuova distribuzione degli spazi, con l’obiettivo di migliorare l’accoglienza dei natanti.
Tuttavia, il decreto evidenzia la presenza di beni archeologici, architettonici e naturalistici tutelati, oltre a criticità riguardanti l’impatto su specie protette del Parco nazionale. Secondo la valutazione, non è stata dimostrata una reale necessità dell’intervento, considerando che negli anni 1996-1998 i transiti portuali registravano una configurazione analoga senza problemi di capacità.
La conclusione del provvedimento sottolinea la non compatibilità del progetto con i valori ambientali, paesaggistici e culturali del territorio di Palau. In questo contesto, le istituzioni hanno ritenuto prioritario preservare il patrimonio naturale e storico, rinunciando a interventi infrastrutturali che avrebbero modificato profondamente il paesaggio locale.
La decisione segue altri interventi recenti in Gallura, come l’approvazione di porti turistici e aree parcheggio, che puntano a sviluppare il turismo in modo compatibile con l’ambiente, senza compromettere la conservazione del territorio e delle risorse naturali e culturali.
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