Antonello Corsi, 64 anni, originario di Nuoro e conosciuto nell’ambiente della comunicazione e delle pubbliche relazioni in Gallura, è stato assolto con formula piena dal tribunale di Tempio Pausania per il caso relativo al ritrovamento di un chilo e mezzo di cocaina in un’abitazione di Olbia.
La sentenza è stata accolta con grande emozione dall’imputato, che si è commosso quando la presidente del collegio giudicante, Maria Elena Lai, ha pronunciato l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Una conclusione che ha confermato quanto Corsi aveva dichiarato fin dall’inizio dell’inchiesta: la droga rinvenuta nella casa non era a lui riconducibile e non era a conoscenza della sua presenza.
Secondo la ricostruzione emersa durante il procedimento, Corsi si trovava nell’abitazione in qualità di ospite del proprietario, uno chef che aveva già definito la propria posizione attraverso il rito abbreviato. L’uomo, difeso dall’avvocato penalista Giuseppe Mocci, aveva sempre respinto ogni coinvolgimento nella vicenda, spiegando di non avere alcun ruolo nella gestione della sostanza stupefacente trovata dagli investigatori.
Le indagini erano partite nel 2022 e avevano interessato Olbia e diverse località della Gallura. Un’inchiesta particolarmente delicata, anche per gli elementi emersi durante gli accertamenti investigativi. Tra questi, nel capo di imputazione venivano indicati anche alcuni documenti rinvenuti nell’abitazione.
Tra il materiale sequestrato figuravano infatti fogli ritenuti dagli investigatori collegati alla contabilità di una presunta attività di spaccio, con annotazioni relative a possibili cessioni di droga. Quei documenti avevano contribuito ad aprire ulteriori approfondimenti investigativi, anche nella prospettiva di individuare eventuali consumatori o acquirenti coinvolti nella rete ipotizzata dagli inquirenti.
Nel corso del processo, tuttavia, la difesa ha sostenuto che quegli elementi non potevano essere collegati ad Antonello Corsi. L’avvocato Giuseppe Mocci ha evidenziato l’assenza di prove in grado di dimostrare una partecipazione dell’imputato ai fatti contestati, riuscendo a ottenere il riconoscimento della sua completa estraneità.
La decisione dei giudici ha quindi escluso ogni responsabilità penale nei confronti del 64enne, chiudendo una vicenda giudiziaria che aveva avuto un forte impatto sulla sua immagine pubblica.
Dopo la lettura della sentenza, Corsi ha lasciato il palazzo di giustizia di Tempio Pausania ancora profondamente provato dal percorso affrontato. L’assoluzione piena ha sancito la sua totale estraneità all’accusa, ma non ha cancellato il peso umano di una vicenda durata diversi anni.
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