Un incubo durato settimane è terminato grazie all’intervento dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Olbia, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Tempio. La vittima, una donna di 30 anni, era stata picchiata, privata dei documenti e del telefono, e segregata all’interno di un’auto bloccata con dei massi, senza possibilità di chiedere aiuto o di fuggire.
L’arresto e le contestazioni
I militari hanno arrestato il marito della donna, un uomo di 35 anni di cittadinanza tunisina, con le accuse di maltrattamenti in famiglia, rapina, tentato sequestro di persona e danneggiamento. Secondo quanto emerso dalle indagini, la vittima ha subito ripetute violenze e comportamenti vessatori, comprese percosse, minacce e aggressioni in pubblico.
Aggressioni in pieno centro
In uno degli episodi più gravi, durante la notte e nel centro di Olbia, l’uomo avrebbe aggredito la compagna afferandola per il collo e minacciandola con una bottiglia di vetro, causando grave pericolo per la sua incolumità. Le indagini hanno evidenziato un quadro di violenza continuativa e sistematica, culminata nella segregazione all’interno dell’auto e nelle privazioni subite dalla donna.
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