È attesa per il prossimo 23 giugno davanti al gip di Tempio Pausania la valutazione degli atti dell’inchiesta sulla morte di Gaia Costa, la 24enne di Tempio rimasta uccisa in un incidente stradale avvenuto a Porto Cervo. L’ipotesi che si fa strada è quella di una possibile definizione rapida del procedimento attraverso il patteggiamento, richiesto dalla difesa dell’imputata.
Al centro del procedimento giudiziario c’è Vivian Spohr, manager tedesca e moglie dell’amministratore delegato di Lufthansa, accusata di omicidio stradale in relazione ai fatti avvenuti la mattina dell’8 luglio dello scorso anno. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la giovane sarebbe stata investita mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali, nei pressi di un’area parcheggio nella rinomata località turistica della Costa Smeralda.
La dinamica dell’incidente ha dato origine all’inchiesta che ora si avvia verso una fase decisiva. Le indiscrezioni circolate nelle ultime ore indicano che i legali della manager avrebbero formalmente richiesto il rito alternativo del patteggiamento, una scelta che potrebbe portare a una chiusura anticipata del procedimento, qualora il giudice ritenga congrua la pena concordata tra le parti.
La posizione di Vivian Spohr è seguita dagli avvocati Alessandro Vitale e Angelo Merlini, che hanno impostato la strategia difensiva puntando proprio sull’accesso al rito alternativo. Sarà ora il giudice per le indagini preliminari a dover valutare non solo la congruità della pena proposta, ma anche le eventuali osservazioni della parte civile.
Sul fronte delle vittime, la famiglia di Gaia Costa è assistita dall’avvocato Antonello Desini, con il supporto dei consulenti tecnici Gian Luca Langiu e Gian Luca Lombardi. La loro posizione sarà centrale nella valutazione del gip, soprattutto in relazione al possibile accordo tra accusa e difesa e alla tutela degli interessi della parte offesa.
L’incidente aveva suscitato forte attenzione nell’opinione pubblica, sia per le circostanze della tragedia, avvenuta in una delle località più frequentate della Sardegna durante la stagione estiva, sia per il profilo della persona coinvolta alla guida del veicolo. La morte della giovane aveva riacceso il dibattito sulla sicurezza stradale nei centri turistici e sull’attenzione necessaria nei confronti dei pedoni, in particolare nelle aree ad alta intensità di traffico.
Ora l’attenzione si sposta sul tribunale di Tempio Pausania, dove il prossimo passaggio processuale potrebbe segnare una svolta decisiva. Se il patteggiamento venisse accolto, il caso potrebbe chiudersi già in quella sede, con una definizione anticipata della responsabilità penale dell’imputata.
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