La banda degli orologi torna a colpire in Costa Smeralda e questa volta lo fa con un’azione particolarmente audace. La vittima è un imprenditore canadese, preso di mira a Porto Cervo dopo una serata trascorsa in uno dei ristoranti della località turistica. Il bottino è un orologio Richard Mille dal valore di circa mezzo milione di euro, uno dei marchi più ricercati nel mercato dell’alta orologeria.
Secondo la ricostruzione dell’accaduto, l’uomo sarebbe stato seguito per diverso tempo dai malviventi, che avrebbero individuato il prezioso orologio indossato al polso. La dinamica lascia ipotizzare un’azione studiata nei dettagli, con la vittima monitorata negli spostamenti prima dell’aggressione finale.
L’agguato dopo il rientro verso il centro di Porto Cervo
L’imprenditore, dopo la cena, sarebbe salito sulla propria automobile, una Bugatti, e avrebbe effettuato una sosta presso un distributore di carburante. Proprio in quel momento, secondo gli investigatori, potrebbe essere iniziato il pedinamento da parte dei responsabili della rapina.
Successivamente l’uomo avrebbe fatto ritorno verso il centro di Porto Cervo. Una volta parcheggiata l’auto e sceso dal veicolo, sarebbe stato avvicinato alle spalle da due persone che lo avrebbero immobilizzato per pochi istanti, il tempo necessario per sfilargli l’orologio.
Dopo il colpo, i due aggressori si sarebbero allontanati rapidamente facendo perdere le proprie tracce. Alla vittima non è rimasto altro che lanciare l’allarme e chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Indagini affidate ai carabinieri
I carabinieri hanno avviato immediatamente le ricerche per individuare i responsabili. Gli investigatori potranno contare anche sui sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, in particolare quelli gestiti dal Servizio di vigilanza della Costa Smeralda, che dispone di una rete di telecamere distribuite nei punti più sensibili del territorio.
Le immagini potrebbero rivelarsi fondamentali, come già accaduto recentemente in un episodio simile avvenuto a Porto Rotondo. In quel caso, proprio grazie ai filmati del sistema di sorveglianza del Consorzio locale, erano stati arrestati due presunti responsabili, mentre un terzo componente del gruppo era riuscito a evitare la cattura insieme all’orologio sottratto.
Cresce l’allarme per i furti di orologi di lusso
L’episodio di Porto Cervo si inserisce in una serie di furti che hanno interessato le località turistiche più esclusive della Sardegna. Dall’inizio della stagione il valore complessivo degli orologi sottratti ai proprietari ammonterebbe a circa un milione e mezzo di euro, alimentando la preoccupazione tra residenti, operatori e sistemi di sicurezza privati.
Per fronteggiare il fenomeno, il servizio di vigilanza della Costa Smeralda ha incrementato il personale impegnato nei controlli.
Dalle indagini condotte finora emerge il possibile coinvolgimento di una banda altamente specializzata e organizzata in modo flessibile, capace di spostarsi tra diverse località del turismo di lusso. Gli ultimi arresti effettuati nell’ambito di episodi analoghi hanno riguardato presunti responsabili di origine franco-algerina, ma gli investigatori non escludono altri collegamenti.
Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella della presenza di eventuali informatori locali in grado di segnalare alla banda le persone che indossano orologi di particolare valore.
Il gruppo sembrerebbe concentrarsi esclusivamente su modelli di altissima gamma, anche se non mancano i rischi per i criminali: in un precedente episodio, un Richard Mille sottratto durante un furto si era poi rivelato un falso.
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