Spaccio in Gallura, quattro assoluzioni nel processo sulla presunta rete della droga

Il Tribunale di Tempio ha assolto gli imputati accusati di far parte di un’organizzazione che avrebbe rifornito Olbia, La Maddalena e la Costa Smeralda

tribunale

Si chiude con una serie di assoluzioni una parte del procedimento giudiziario nato da una complessa indagine su una presunta rete di spaccio attiva tra Sardegna e Campania. Il Tribunale di Tempio ha assolto quattro imputati coinvolti nell’inchiesta che ipotizzava l’esistenza di un’organizzazione capace di rifornire di droga diverse località della Gallura, tra cui Olbia, La Maddalena e la Costa Smeralda.

La decisione è stata presa dalla giudice Caterina Interlandi, che ha pronunciato l’assoluzione nei confronti di Paolo Di Luciano, originario di Napoli, Sergio Vitiello, Filippo Di Costanzo e Stefano Albano. I quattro erano tra le persone finite al centro delle indagini condotte dagli investigatori tra la Sardegna e la Campania, ma avevano scelto di affrontare il processo con il rito ordinario.

L’inchiesta aveva portato complessivamente al coinvolgimento di numerosi soggetti: le persone arrestate nell’ambito dell’operazione erano state circa trenta. Secondo l’ipotesi accusatoria iniziale, il gruppo avrebbe avuto una struttura organizzata con collegamenti in diverse città e una rete di referenti incaricati della distribuzione degli stupefacenti.

Gli accertamenti avevano interessato in particolare alcuni territori considerati strategici per il traffico di droga, con presunti collegamenti tra Cagliari, Olbia, La Maddalena e Napoli. L’accusa aveva delineato un sistema articolato, con una presenza anche nelle località turistiche del nord-est della Sardegna, zone caratterizzate durante l’anno da un forte movimento di visitatori.

Tra le aree indicate dagli inquirenti figuravano anche la Costa Smeralda e l’Arcipelago di La Maddalena, considerate punti di riferimento per una presunta attività di approvvigionamento e distribuzione. L’indagine aveva quindi coinvolto diversi territori, mettendo in evidenza possibili collegamenti tra ambienti criminali operanti in Sardegna e in Campania.

La sentenza emessa dal Tribunale di Tempio riguarda però soltanto gli imputati che avevano optato per il rito ordinario. La posizione degli altri soggetti coinvolti nell’inchiesta segue percorsi giudiziari differenti, in base alle scelte processuali effettuate e agli sviluppi delle singole procedure.

Le assoluzioni rappresentano un passaggio rilevante nel procedimento, con la caduta delle accuse nei confronti dei quattro imputati. La decisione giudiziaria arriva dopo il percorso processuale seguito dagli interessati, chiamati a rispondere delle contestazioni formulate nell’ambito della maxi indagine.

Il territorio della Gallura era stato indicato come uno dei principali ambiti operativi della presunta organizzazione, soprattutto per la presenza di aree turistiche di grande rilevanza nazionale e internazionale.

Con la sentenza del Tribunale di Tempio arriva dunque un nuovo capitolo della vicenda giudiziaria, mentre proseguono gli altri procedimenti collegati all’indagine originaria. La decisione conferma il principio secondo cui le responsabilità penali devono essere accertate nel corso del processo attraverso le valutazioni dell’autorità giudiziaria.

Redazione

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