Golfo Aranci, yacht urta gli scogli dopo l’affondamento dell’Angiola II

Un Fairline Phantom 48 con cinque persone a bordo ha colpito alcuni affioramenti rocciosi a Cala Sabina: nessun ferito e controlli ambientali senza criticità

Guardia Costiera

A distanza di appena due giorni dall’affondamento del mega yacht “Angiola II” nelle acque di Porto Cervo, un nuovo incidente ha interessato il mare della Gallura. Questa volta l’episodio si è verificato davanti a Cala Sabina, nel territorio di Golfo Aranci, dove un’imbarcazione di 15 metri ha urtato alcuni scogli affioranti a poca distanza dalla costa.

Lo yacht coinvolto è un Fairline Phantom 48 con cinque persone a bordo. Tutti gli occupanti sono rimasti illesi e l’intervento dei soccorritori ha consentito di mettere rapidamente in sicurezza l’imbarcazione evitando ulteriori conseguenze.

L’intervento della Guardia costiera

L’allarme è scattato nella mattinata di ieri, intorno alle 10, quando l’imbarcazione ha colpito alcune rocce presenti in superficie a circa cento metri dalla riva. La gestione delle operazioni è stata affidata alla sala operativa della Capitaneria di porto di Olbia, che ha inviato sul posto la motovedetta CP 709 della Guardia costiera di Golfo Aranci.

L’equipaggio intervenuto ha provveduto a garantire la sicurezza delle persone coinvolte e a coordinare le attività necessarie per il recupero del mezzo. Parallelamente sono stati effettuati controlli per verificare eventuali conseguenze ambientali legate all’urto.

Gli accertamenti non hanno evidenziato sversamenti di idrocarburi in mare, scongiurando un possibile danno ambientale nell’area interessata.

Dopo essere stata stabilizzata, l’imbarcazione è stata trasferita tramite rimorchio verso il porto di Olbia, dove verranno effettuate ulteriori verifiche sulle condizioni dello scafo e sui danni riportati nell’impatto.

Ancora sul fondale l’Angiola II

Nel frattempo resta sul fondale di circa sette metri il mega yacht “Angiola II”, l’Amer Yachts F100 di 30 metri affondato nei giorni scorsi nelle acque di Porto Cervo.

Le operazioni per il recupero dell’imbarcazione non dovrebbero iniziare prima della prossima settimana. Il relitto rimane quindi adagiato sul fondo in attesa delle procedure necessarie per il trasferimento.

Secondo le prime ricostruzioni, l’affondamento sarebbe stato provocato da un principio di incendio sviluppatosi nella sala macchine. L’emergenza avrebbe compromesso le condizioni dello yacht fino a determinarne la successiva immersione.

La precisazione del cantiere Amer Yachts

Dopo l’incidente, la società costruttrice Amer Yachts è intervenuta attraverso una dichiarazione della co-CEO Barbara Amerio per chiarire alcuni aspetti relativi all’imbarcazione.

La rappresentante dell’azienda ha specificato che l’“Angiola II” non era un’unità nuova, ma uno yacht usato varato nel 2020 e successivamente passato attraverso diversi cambi di proprietà.

L’episodio di Porto Cervo e il successivo incidente di Cala Sabina riportano nuovamente l’attenzione sulla sicurezza della navigazione nelle acque galluresi, particolarmente frequentate durante la stagione estiva da grandi imbarcazioni e yacht di lusso.

Le autorità marittime proseguono le attività di controllo e monitoraggio per garantire la sicurezza della navigazione e la tutela dell’ambiente marino.

Redazione

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