L’Italia continua a essere divisa in due anche sul fronte degli stipendi, con il Nord che vede retribuzioni mediamente più alte del 35% rispetto al Sud. Tra le aree più penalizzate si trova la Sardegna, in particolare la provincia di Nuoro, che si colloca al penultimo posto nella classifica nazionale, superando solo Vibo Valentia.
Secondo i dati elaborati dalla Cgia di Mestre basati su fonti Inps e Istat, i lavoratori nelle regioni settentrionali percepiscono una retribuzione giornaliera lorda media di 101 euro, mentre nel Sud Italia questa scende a 75 euro.
Disparità regionali Se la retribuzione media annua in Italia è di 22.839 euro, in Sardegna questa cifra si abbassa di quasi 6mila euro, attestandosi a 16.958 euro, con la regione posizionata al sedicesimo posto tra le venti regioni italiane. Peggio della Sardegna solo Puglia, Campania, Sicilia e Calabria.
Il confronto con regioni come la Lombardia, dove il salario medio annuo lordo arriva a 28.354 euro, rende evidente il divario: in Calabria, ad esempio, la media è di 14.960 euro. Nuoro, in particolare, registra una retribuzione annua di 14.206 euro, una cifra appena superiore a quella di Vibo Valentia, ultima con 12.923 euro.
Produttività e disparità Una delle ragioni principali di queste differenze è la produttività del lavoro, che al Nord supera del 34% quella del Sud. In Lombardia, ad esempio, la produttività è di 45,7 euro per ora lavorata, mentre in Sardegna si attesta a 31,3 euro, e in Calabria a 29,7 euro. La Sardegna è terzultima nella classifica della produttività, facendo meglio solo di Puglia e Calabria.
Le città con gli stipendi più alti e più bassi Nella classifica delle città con i salari più alti spiccano Milano con 32.472 euro annui, seguita da Parma (26.861 euro), Modena (26.764 euro), Bologna (26.610 euro) e Reggio Emilia (26.100 euro). Al contrario, i salari più bassi si registrano a Trapani (14.365 euro), Cosenza (14.313 euro) e Nuoro, che con i suoi 14.206 euro è penultima. Vibo Valentia chiude la classifica con 12.923 euro, 10mila euro in meno rispetto alla media nazionale.
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Una statistica così è altamente fuorviante, perchè al reddito va affiancato il costo della vita. Lo dico fa cagliaritano che vive in Lombardia da oltre 25 anni. La vita in Lombardia costa molto di più che in Sardegna. L’arrivo qui in Lombardia nel 1998 fu per me e mia moglie una brutta sorpresa già alla prima spesa: se un kg. di pane a Cagliari poteva costare 2.000 lire, a Monza ne costava da 3.500 in su. E così tutta la spesa alimentare. Ieri come oggi. Per cui le notizie diamole complete, oppure non diamole. Il problema in Sardegna è la mancanza di opportunità lavorative, non lo stipendio.