Mare della Sardegna oltre i 30 gradi, registrato il picco a Porto Sa Ruxi

La stazione di monitoraggio ha rilevato 30,6 gradi prima dell’alba. Temperature elevate in tutta l’isola e attenzione agli effetti del caldo record sul Mediterraneo

Il mare della Sardegna continua a registrare temperature eccezionalmente elevate, con un picco di 30,6 gradi raggiunto davanti a Porto Sa Ruxi. Il dato è stato rilevato alle 4 del mattino dalla stazione della Rete Ondametrica Nazionale posizionata nel versante orientale del Golfo degli Angeli e rappresenta il valore più alto della settimana appena conclusa.

Le rilevazioni confermano quindi una situazione che non riguarda soltanto la percezione di chi in questi giorni sta frequentando le coste dell’isola. Le acque che circondano la Sardegna sono state caratterizzate da valori termici particolarmente elevati, come mostrano i dati raccolti dalle stazioni di monitoraggio.

Il sistema è gestito attraverso una rete di boe e stazioni che rilevano diversi parametri legati alle condizioni del mare e dell’atmosfera. I dati vengono raccolti e diffusi dall’Ispra e comprendono, tra gli altri, altezza e direzione delle onde, velocità del vento, temperatura dell’aria, livello idrometrico e temperatura superficiale dell’acqua.

Si tratta di informazioni che vengono aggiornate in tempo reale e che consentono di seguire l’evoluzione dello stato del Mediterraneo, offrendo anche strumenti utili per monitorare e individuare tempestivamente condizioni associate a eventi meteorologici estremi.

Intorno alla Sardegna sono presenti sette stazioni della Rete Ondametrica Nazionale, alle quali si aggiunge quella di Teulada, appartenente a una rete differente. I valori registrati durante l’ultima settimana mostrano una tendenza al rialzo praticamente generalizzata.

A Cagliari, in particolare, la temperatura dell’acqua è scesa al di sotto dei 27 gradi soltanto per un periodo molto breve. Il valore minimo considerato è stato di 26,9 gradi, registrato lunedì scorso intorno alle 10.45 nel porto del capoluogo. Si è trattato però di un episodio isolato all’interno di una settimana caratterizzata da temperature progressivamente più alte.

Anche sulla costa nord-occidentale i numeri sono rimasti elevati. Ad Alghero la stazione ha raggiunto 29,4 gradi alle 2.30, mentre una settimana prima, alle 6 del mattino del 3 agosto, il valore era stato di 27,8 gradi. Una situazione analoga è stata rilevata a Porto Torres, dove tra il 3 e il 6 agosto l’acqua è rimasta poco al di sotto dei 28 gradi, per poi raggiungere anche in questo caso i 29,4 gradi.

A Carloforte, lungo la costa sud-occidentale, le oscillazioni sono state comprese tra 28,2 gradi, misurati il 5 agosto alle 8, e 29,7 gradi, raggiunti l’8 agosto alle 20.

Temperature altrettanto elevate sono state rilevate lungo il versante orientale dell’isola. A Tortolì il termometro dell’acqua ha raggiunto 28,9 gradi sia venerdì 7 agosto sia ieri pomeriggio alle 16.50. A Siniscola, invece, il valore massimo della settimana è stato di 29,6 gradi il 6 agosto, mentre ieri la temperatura si è attestata a 29,1.

Un Mediterraneo sempre più caldo

L’aumento delle temperature marine non rappresenta soltanto un elemento legato alle condizioni di balneazione. Secondo Donatella Spano, docente all’Università di Sassari, socia del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici ed ex assessora regionale alla Difesa dell’Ambiente, il riscaldamento del Mediterraneo costituisce uno degli aspetti più rilevanti del cambiamento climatico in corso.

Il Mediterraneo, spiega Spano, è considerato un vero e proprio hotspot climatico anche per la sua particolare posizione geografica, collocata tra la fascia temperata europea e quella tropicale africana. Questa caratteristica contribuisce a rendere particolarmente evidenti gli effetti degli eventi estremi.

Un’acqua marina molto più calda significa infatti maggiore disponibilità di energia nel bacino, con possibili ripercussioni sulla formazione e sull’intensità di alcuni fenomeni atmosferici. Tra le conseguenze indicate figurano anche condizioni favorevoli a precipitazioni più intense e a episodi caratterizzati da raffiche di vento molto forti.

Il calore accumulato dal mare può dunque diventare un elemento capace di alimentare fenomeni meteorologici particolarmente intensi. Il dato di 30,6 gradi rilevato a Porto Sa Ruxi si inserisce così in un quadro più ampio di temperature marine eccezionalmente elevate in Sardegna, confermato dalle diverse stazioni distribuite lungo le coste dell’isola.

Redazione

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