Accesso alle cure sempre più difficile, carenza cronica di personale medico e infermieristico, liste d’attesa interminabili anche per pazienti gravi e un territorio sanitario depotenziato: è questa la fotografia preoccupante del sistema sanitario regionale emersa nel corso del dibattito promosso da Azione a Cagliari, con l’obiettivo di rilanciare il confronto su una riforma strutturale e urgente della sanità sarda.
Il convegno ha visto la partecipazione di Walter Ricciardi, docente di Igiene e Sanità pubblica presso l’Università Cattolica, figura di primo piano nel dibattito nazionale post-pandemico, affiancato da Franco Meloni, già manager ospedaliero, e Luigi Arru, ex assessore regionale alla Sanità. Tutti concordi nel rilevare come il Covid abbia messo a nudo un sistema già fragile, incapace di reagire con efficacia alle emergenze e ormai inadeguato anche nella gestione dell’ordinario.
Liste d’attesa e personale allo stremo
Secondo i relatori, uno dei problemi più gravi resta l’insostenibile lunghezza delle liste d’attesa, che coinvolge anche pazienti con patologie gravi o croniche, costretti a rinviare esami e terapie. A ciò si aggiunge una carenza strutturale di medici e infermieri, frutto di anni di mancati investimenti, di programmazione assente e di condizioni lavorative che rendono poco attrattiva la sanità pubblica, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli presidi.
Territorio abbandonato e prevenzione dimenticata
Il dibattito ha messo in evidenza anche l’insufficienza della medicina territoriale, fondamentale per alleggerire il peso sugli ospedali e garantire continuità assistenziale. La rete di assistenza locale si è rivelata inadeguata a rispondere alla domanda crescente, soprattutto dopo l’emergenza sanitaria, lasciando intere fasce della popolazione prive di riferimenti certi.
Per Ricciardi, serve un ripensamento dell’intero sistema, a partire dalla centralità della prevenzione, dalla digitalizzazione delle strutture e da una nuova organizzazione delle risorse, che metta al centro il cittadino e riduca le diseguaglianze nell’accesso ai servizi.
Azione propone un nuovo modello di sanità
Il movimento guidato da Carlo Calenda, promotore dell’incontro, ha voluto così dare voce a esperti e operatori del settore, con l’intento di proporre soluzioni concrete e sostenibili. La richiesta è quella di un patto nazionale per la salute, che tenga conto delle specificità territoriali, ma che eviti il rischio di lasciare le regioni più fragili — come la Sardegna — indietro nella ricostruzione del sistema sanitario.
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