Un maxi piano di assunzioni per affrontare la carenza di personale sanitario in Sardegna. La Giunta regionale ha approvato un provvedimento che affida ad Ares il compito di avviare le procedure per il reclutamento di 1.500 professionisti destinati al sistema sanitario dell’Isola, con l’obiettivo di potenziare ospedali, servizi di emergenza-urgenza e nuove strutture territoriali.
Il programma prevede l’inserimento di 500 medici e 1.000 infermieri con contratti a tempo indeterminato, attraverso concorsi pubblici e procedure di mobilità extraregionale. La misura nasce dalla necessità di rispondere alla persistente difficoltà nel reperire personale, una situazione che negli ultimi anni ha aumentato la pressione sulle strutture sanitarie, in particolare sui pronto soccorso.
La Regione considera il piano un intervento strategico per rafforzare l’intero sistema sanitario regionale e garantire una maggiore stabilità nella gestione dei servizi. La carenza di operatori rappresenta infatti una delle principali criticità per ospedali e presidi territoriali, soprattutto in vista della riduzione progressiva del ricorso ai professionisti con contratti temporanei, compresi i cosiddetti gettonisti.
La delibera si collega anche al percorso previsto dal decreto ministeriale relativo alla realizzazione delle case e degli ospedali di comunità. Le nuove strutture territoriali richiederanno infatti personale dedicato per poter entrare pienamente in funzione, senza compromettere le risorse già impegnate nella rete ospedaliera.
La presidente della Regione e assessora ad interim alla Sanità, Alessandra Todde, ha sottolineato che l’obiettivo non è trasferire le carenze da un settore all’altro, ma aumentare la capacità complessiva del sistema. Secondo la Giunta, l’incremento degli organici rappresenta un passaggio necessario per offrire nuovi servizi e garantire una sanità più forte e organizzata.
Il piano di assunzioni punta anche a migliorare la medicina di prossimità, con l’intento di ridurre gli accessi impropri agli ospedali e alleggerire il carico sulle strutture di emergenza. Un ulteriore obiettivo riguarda la riduzione delle liste d’attesa attraverso un maggiore impiego di specialisti e un rafforzamento delle attività assistenziali sul territorio.
Accanto al reclutamento tramite concorsi e mobilità, la Regione ha previsto una seconda linea d’intervento per affrontare la difficoltà di trovare personale disponibile in Italia. È stata infatti annunciata una procedura per l’arrivo di 450 professionisti sanitari dall’estero, composta da 200 medici, 200 infermieri e 50 tecnici di radiologia medica.
Questi operatori saranno inseriti con contratti a tempo determinato della durata di due anni, previsti per il periodo 2027-2028, con la possibilità di una successiva stabilizzazione. La loro destinazione prioritaria riguarderà le aree territoriali maggiormente in difficoltà e alcuni pronto soccorso individuati dal provvedimento regionale.
Il ricorso al personale internazionale viene definito dalla Regione una soluzione straordinaria e complementare rispetto alle procedure ordinarie affidate ad Ares. L’obiettivo è intervenire rapidamente soprattutto nei settori dove la carenza di professionisti è più evidente e nei territori meno attrattivi per i lavoratori sanitari.
Complessivamente, il piano prevede l’ingresso potenziale di circa 2mila nuove figure professionali nella sanità sarda, un rafforzamento che secondo la Giunta potrebbe incidere profondamente sull’organizzazione dei servizi. Resta ora la sfida principale: riuscire a individuare e reclutare il personale necessario per trasformare il progetto in un intervento concreto.
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