Il progetto di un mega impianto agrivoltaico a Tuili, vicino alla reggia nuragica di Barumini, ha ottenuto il via libera grazie a un decreto del Governo che prioritizza le energie rinnovabili sulla tutela dei beni culturali. Il Comune di Barumini ha subito una sconfitta al Tar, nonostante le proteste e il ritrovamento di un importante sito archeologico.
Il contesto: Il progetto, denominato “Green and Blue Serra Tuili”, prevede la realizzazione di un impianto agro-fotovoltaico della potenza di 15,2 MW su un’area di circa 24 ettari. L’impianto sarà costituito da 24.500 moduli bifacciali in silicio, con un’altezza massima di 4,41 metri e una vita utile stimata di 20 anni. La società Sf Ele II è la promotrice del progetto, situato a pochi chilometri dal complesso nuragico “Su Nuraxi”, patrimonio Unesco.
Le opposizioni e la sentenza. Il Comune di Barumini, rappresentato dall’avvocato Enrico Salone, si è opposto al progetto al Tar, evidenziando i potenziali impatti negativi sul paesaggio culturale e sull’integrità del sito archeologico. Nonostante un’iniziale opposizione del Ministero dei Beni Culturali a ottobre 2023, a causa del ritrovamento del nuraghe Turriga a soli 230 metri dall’area prevista per l’impianto, un decreto del Governo ha ribaltato la situazione.
Il decreto stabilisce che “gli effetti delle nuove dichiarazioni di notevole interesse pubblico non si applicano alle opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili” se questi hanno già ottenuto l’autorizzazione ambientale prima dell’avvio del procedimento di dichiarazione di interesse pubblico. Nel caso specifico, l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente risale al 27 marzo 2023, mentre la dichiarazione di interesse pubblico per il nuraghe Turriga è stata avviata il 4 maggio 2023.
Le implicazioni. I giudici del Tar hanno ritenuto “non rilevante” il vincolo archeologico posto sul nuraghe Turriga, consentendo così la prosecuzione del progetto agrivoltaico. Questa decisione evidenzia una tensione tra lo sviluppo delle energie rinnovabili e la tutela del patrimonio culturale. Il decreto del Governo ha di fatto dato priorità alle fonti di energia rinnovabile, sollevando questioni di compatibilità tra progresso tecnologico e conservazione storica.
Prospettive future. Il Comune di Barumini sta considerando di ricorrere al Consiglio di Stato per tentare di bloccare il progetto. Inoltre, esiste la possibilità che la questione venga portata alla Corte Costituzionale, data la rilevanza dei principi in gioco e l’impatto delle decisioni legislative sulle aree di interesse storico e culturale.
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