A Cagliari, il settore della ristorazione sta attraversando una fase critica, con numerosi locali in vendita e i cittadini che riducono sempre di più le uscite serali dedicate ai pasti completi. Molti preferiscono optare per aperitivi e drink, piuttosto che sedersi a tavola per un pasto completo, dagli antipasti al dolce. Questo cambiamento nelle abitudini di consumo riflette una tendenza più ampia che coinvolge ristoratori e gestori di locali della città.
I dati attuali mostrano un aumento delle vendite di licenze per bar e ristoranti, visibile anche nel centro storico, dove aree come piazza Yenne, il Corso Vittorio e la Marina sono sempre più coinvolte. Anche se non tutti vendono perché stanno per chiudere definitivamente, il fatto che molti tentino di farlo suggerisce che qualcosa non stia funzionando nel settore. I prezzi delle licenze oscillano notevolmente, con richieste che vanno dai 38mila euro per un piccolo ristorante in via Angioj fino ai 650mila euro per un locale di 200 metri quadrati sul viale Poetto.
La crisi del settore è aggravata dal fatto che i turisti non riescono a sostenere i ristoratori per tutti i dodici mesi dell’anno. I locali stagionali e i baretti sul lungomare possono contare su incassi nei mesi estivi, ma da ottobre a metà aprile fare affari diventa sempre più difficile, rendendo la gestione impraticabile per molti, soprattutto per i giovani imprenditori.
Tra gli annunci di vendita più significativi, si segnala un bar in via Azuni, nel cuore di Stampace, in vendita per 50mila euro, un prezzo apparentemente basso, ma indicativo della difficoltà di mantenere l’attività. In piazza San Domenico, nel quartiere di Villanova, un bar completamente rinnovato è in vendita con prezzo su richiesta, mentre in via Sardegna, nel vivace quartiere della Marina, si chiede 90mila euro per un ristorante non storico.
Un altro esempio rilevante è una gelateria in via Manno, la strada principale dello shopping cagliaritano, dove l’attività è sul mercato per 70mila euro dopo essere stata aperta meno di due anni fa. Anche questa situazione riflette la crisi dello shopping tradizionale in città, che ha contribuito al declino del settore food.
L’elenco dei locali in vendita si estende a varie zone della città, con richieste che variano dai 170mila euro per un bar in via San Benedetto ai 395mila euro per un bar con ventennale esperienza a pochi passi da viale Trieste. Eppure, tra la cinquantina di annunci sui principali portali immobiliari, nessuno supera i due mesi di pubblicazione. Molti locali, infatti, restano invenduti anche per uno o due anni, a testimonianza della profonda crisi del settore della ristorazione a Cagliari.
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Lo shopping del cibo. E tutti rinchiusi nei centri commerciali. Perché in centro hanno permesso di trasformare i negozi di abbigliamento in ristorazione?
Ma va’ !!! Come mai ?? 🤷🏻….. sarà colpa di Putin 🤔….😂😂😂😂