Coldiretti: una task force per sbloccare i pagamenti Pac

L'appello alla Regione: superare il nodo burocratico può liberare subito 25 milioni di euro per le imprese sarde

pac

Una task force regionale con il compito di sbloccare i pagamenti Pac ancora fermi, soprattutto legati ai pascoli non riconosciuti per fondi europei e destinati alle aziende agricole e zootecniche sarde. E’ quanto sollecita Coldiretti alla governatrice Todde e all’assessore regionale all’Agricoltura Gian Franco Satta.

Il superamento di questa “ennesima stortura burocratica” consentirebbe di liberare subito 25 milioni di euro. Un intervento urgente, viste le difficoltà nel liquidare tutte le domande presentate sulla Pac 2024 da migliaia di allevatori e agricoltori sardi.

“Il percorso – suggerisce Coldiretti – è chiaro e già sperimentato e potrebbe risolvere in poco tempo il blocco dei pagamenti sulla scia di quello portato avanti dall’unità di progetto istituita nel 2022 e guidata dall’allora direttore generale dell’assessorato dell’Agricoltura, Giulio Capobianco, che aveva già dimostrato di poter erogare in tempi rapidi le risorse allora accumulate e di fornire un monitoraggio puntuale sullo stato dei pagamenti da parte degli enti e della Regione”.

L’associazione chiede anche di applicare le soluzioni tecniche per il riconoscimento delle superfici a pascolo e delle PLT e il loro accesso ai fondi PAC e di sbloccare in tempi rapidi i pagamenti fermi alle aziende agricole e zootecniche. “Le superfici agricole sarde – evidenzia Coldiretti – hanno bisogno di una valutazione che tenga conto della conformazione ambientale e della tradizione agricola, che sono diverse da quelle di altre regioni d’Italia. La situazione è ancora in stand-by, le attività sono ferme e il problema dei pascoli che bloccano i pagamenti persiste. Le aziende sarde stanno soffrendo e, nonostante le soluzioni proposte, il sistema non è riuscito ad adattarsi alle particolari esigenze del nostro territorio. Senza un intervento – è l’appello di Coldiretti – si mette a rischio il naturale equilibrio dell’ecosistema tra uomo, animali e ambiente ma anche la stessa salvaguardia del territorio, con conseguente abbandono delle aree rurali”.

Redazione

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