Asia Loddo, l’addio commosso dell’istituto Gramsci: «Il nostro angelo più bello»

Silenzio, lacrime e palloncini davanti alla scuola di Monserrato. Gli studenti ricordano la compagna morta dopo l’incidente in viale Marconi: «Asia vive nei nostri cuori e in chi riceverà i suoi organi»

Diego Casu

Un silenzio carico di emozione ha avvolto stamattina l’ingresso dell’istituto alberghiero Gramsci di Monserrato, dove compagni, insegnanti e personale scolastico si sono raccolti per ricordare Asia Loddo, la studentessa sedicenne morta dopo quattro giorni di agonia a seguito di un tragico incidente stradale.

La cerimonia spontanea, intensa e struggente, è iniziata alle 9, davanti alla recinzione della scuola, con bandiere a mezz’asta, fiori e palloncini bianchi e rossi che si sono librati in cielo. Tra le mani dei ragazzi, cartelloni con scritte come “Asia vive” e “Il nostro angelo più bello”, testimonianze semplici ma forti di un dolore che ha colpito un’intera comunità scolastica.

Un minuto di silenzio e poi un lungo applauso hanno accompagnato il ricordo collettivo. Poi, la parola ai compagni di classe, commossi e con la voce rotta, che hanno condiviso pensieri e ricordi della giovane Asia, descritta da tutti come solare, sorridente, piena di vita. «Siamo infinitamente addolorati – hanno detto – nei giorni scorsi abbiamo sperato che si riprendesse, ma oggi vogliamo ricordarla con il sorriso. Perché chi ha conosciuto Asia la ricorderà sempre felice».

Asia Loddo frequentava la scuola per diventare chef, una passione che coltivava con entusiasmo, condividendo ogni giorno con i compagni sogni e progetti per il futuro. Il suo banco è rimasto vuoto, ma attorno a quel vuoto si è stretto l’abbraccio di una scuola intera.

Sulla recinzione dell’edificio ora campeggiano lettere, dediche, disegni e fotografie, messaggi d’affetto che raccontano la profondità del legame che Asia aveva saputo costruire. E in mezzo al dolore, un pensiero di gratitudine ha unito tutti: quello verso i genitori della ragazza, che hanno deciso di donare gli organi della figlia, permettendo ad altre vite di continuare.

«Dobbiamo trasformare la tristezza in felicità», ha detto uno degli studenti, «perché grazie ad Asia qualcuno potrà continuare a vivere. È un gesto che ci insegna il valore della vita e dell’amore».

La comunità scolastica ha promesso di non dimenticarla, e già si pensa a un’iniziativa permanente in sua memoria, perché la sua presenza continui a vivere nei corridoi dell’istituto e nel cuore di chi l’ha conosciuta.

Redazione

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