Dall’inizio della stagione sono stati registrati circa 1.200 incendi, di cui 670 nel solo mese di giugno, con oltre 5.000 ettari di territorio devastati dalle fiamme. La superficie percorsa dal fuoco risulta superiore del 25% rispetto alla media degli ultimi dieci anni, complice un quadro meteorologico caratterizzato da caldo intenso, vento e lunghi periodi di siccità.
Tra le aree più esposte figura il Cagliaritano, dove diversi incendi hanno interessato zone vicine a centri abitati, scuole e infrastrutture, trasformandosi in incendi d’interfaccia e rendendo particolarmente complesse le operazioni di spegnimento.
L’episodio più grave si è verificato nelle campagne di Quartu Sant’Elena, in località Niu Crobu, dove un incendio originato dall’abbruciamento di residui agricoli ha causato la morte di un uomo di 81 anni. L’anziano è stato trovato senza vita mentre tentava di contenere le fiamme nel proprio terreno prima dell’arrivo dei soccorsi.
Nelle ultime settimane l’area metropolitana di Cagliari è stata interessata da numerose emergenze. A Quartu Sant’Elena le fiamme hanno minacciato abitazioni nella zona delle ex Fornaci Picci e un plesso scolastico a Pitz’e Serra, mentre a Elmas il fumo ha reso necessaria l’evacuazione precauzionale dell’Istituto Tecnico Agrario “Duca degli Abruzzi”. Rilevanti incendi hanno interessato anche Decimomannu e le aree vicine alla Strada Statale 131, dove il fumo ha causato forti disagi alla circolazione.
Secondo Corpo forestale e Vigili del fuoco, le condizioni climatiche favoriscono la propagazione degli incendi, ma la maggior parte dei roghi continua ad avere origine umana, dovuta a comportamenti imprudenti, uso scorretto del fuoco nelle campagne o azioni dolose.
La stagione in corso conferma l’importanza della prevenzione e del rispetto delle norme di sicurezza per limitare il rischio incendi e proteggere il territorio sardo.
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