Phica.eu, due inchieste a Cagliari per revenge porn e diffusione illecita di immagini

La Procura indaga su video e foto rubati e pubblicati sul forum web sessista ora oscurato: due giovani donne hanno sporto denuncia

Sono due i procedimenti penali avviati dalla Procura di Cagliari in seguito alle denunce di due donne coinvolte nella pubblicazione non consensuale di immagini e contenuti intimi sul sito Phica.eu. Il forum, recentemente oscurato, era diventato noto per la diffusione di materiale sottratto illegalmente, accompagnato da commenti volgari e sessisti.

Il primo fascicolo riguarda un grave caso di revenge porn, per il quale risultano indagate tre persone. Al centro dell’inchiesta, la diffusione di un video intimo che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato condiviso senza il consenso della persona ritratta. La Procura ipotizza il reato previsto dall’articolo 612-ter del codice penale, introdotto nel 2019 proprio per contrastare la condivisione non autorizzata di materiale sessualmente esplicito.


La seconda indagine: diffamazione aggravata online

Parallelamente, è stata avviata una seconda indagine per diffamazione, relativa alla pubblicazione di alcune immagini prelevate dai social e poi caricate su Phica.eu. Anche in questo caso, si tratta di foto condivise senza autorizzazione, spesso accompagnate da commenti lesivi della reputazione delle donne ritratte.

Il materiale oggetto dell’indagine non era di natura esplicitamente sessuale, ma l’utilizzo improprio delle immagini e il contesto denigratorio hanno portato all’apertura di un fascicolo per diffamazione a mezzo internet.


Phica.eu: un caso di odio e violenza digitale

Il sito Phica.eu era divenuto un aggregatore di contenuti sessisti, spesso realizzati a partire da immagini rubate o trafugate dai social. Sotto ogni foto si generavano catene di commenti violenti, offensivi e a sfondo sessuale. Dopo numerose segnalazioni, la piattaforma è stata chiusa, ma il materiale diffuso continua ad avere ripercussioni sulla vita delle vittime.

Le autorità stanno ora cercando di risalire alla filiera della pubblicazione, analizzando log e metadati per identificare chi ha caricato i contenuti e chi ha contribuito alla loro diffusione. L’obiettivo è individuare anche eventuali responsabili tecnici o amministratori che abbiano permesso la pubblicazione dei materiali.

Redazione

Seguici su

Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

La presidente Alessandra Todde ricorda Emma Bonino e il suo impegno politico e civile per...
La Giunta regionale assegna alle Aziende sanitarie il 50% delle risorse 2026 per l’indennità dedicata...
La Guardia Costiera ha trasferito a terra una donna svizzera di 59 anni colpita da...
Cambia la circolazione all’incrocio tra via Riva di Ponente, viale La Plaia e via Sassari....
Un uomo con il volto coperto ha minacciato un dipendente poco dopo l’apertura dell’ufficio. Indagano...
La Conferenza Territoriale Sanitaria approva le modifiche all’Atto Aziendale. Confermati anche gli interventi su Chirurgia...

Altre notizie