Nuova tappa per la Fondazione Mont’e Prama, che insieme al Cagliari Calcio e alla FASI ha fatto tappa a Bologna, nella suggestiva cornice della Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale. Qui si è svolta una conferenza dedicata alle bellezze archeologiche del Sinis, capace di catturare l’attenzione di un pubblico ampio e curioso.
Ad aprire l’evento sono stati i saluti istituzionali di Anthony Muroni, presidente della Fondazione, seguiti dagli interventi di Fabio Frongia, responsabile comunicazione del club rossoblù, e Bastianino Mossa, presidente della FASI.
Al centro dell’incontro, il valore dei Giganti di Mont’e Prama, simbolo di un patrimonio che va oltre i confini regionali. Muroni ha sottolineato come il progetto condiviso con il Cagliari Calcio e la FASI rappresenti un modello vincente: un’alleanza capace di unire sport e cultura per raccontare la Sardegna in modo innovativo.
Tra le prospettive future, il 2026 si annuncia ricco di novità: i Giganti saranno finalmente riuniti al Museo di Cabras e si prepara una mostra che metterà in dialogo Etruschi e Nuragici, aprendo nuovi scenari di valorizzazione. All’orizzonte anche “L’Estate di Mont’e Prama”, con un cartellone di eventi e festival di respiro internazionale.
Il ruolo del Cagliari Calcio va oltre il campo. Come evidenziato da Fabio Frongia, il club si conferma un vero e proprio ambasciatore culturale, capace di portare il messaggio dei Giganti di Mont’e Prama a un pubblico sempre più vasto, anche a livello internazionale.
Una collaborazione nata nel 2022 e cresciuta nel tempo, che dimostra come l’integrazione tra sport e cultura possa generare visibilità, conoscenza e valore per tutto il territorio sardo.
Fondamentale anche il contributo della FASI, che attraverso i suoi circoli mantiene vivo il legame tra i sardi nel mondo e la loro terra d’origine. A Bologna, così come in altre città dell’Emilia-Romagna, questi presidi culturali rappresentano punti di riferimento per la diffusione dell’identità sarda.
Come sottolineato da Bastianino Mossa, l’obiettivo è costruire un ponte sempre più solido tra territori, invitando un numero crescente di persone a scoprire da vicino il patrimonio del Sinis e i suoi iconici Giganti.
L’iniziativa di Bologna è molto più di una semplice conferenza: è un tassello di un progetto più ampio, dove archeologia, sport e comunità si intrecciano come fili di un arazzo antico ma ancora vivo.
Un racconto che parte dalla terra del Sinis e viaggia lontano, portando con sé la voce della Sardegna e la forza silenziosa dei suoi Giganti
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