Nel centro storico di Cagliari, tra Largo Carlo Felice e via Baylle, il Palazzo Costa Marras ha ritrovato il suo volto originario grazie a un importante intervento di restauro. L’edificio, realizzato nel 1956 su progetto dell’architetto Ubaldo Badas, è considerato un capolavoro di architettura moderna, dove si intrecciano razionalismo, estetica e valorizzazione dell’artigianato locale.
Per anni dimenticato e alterato da interventi poco rispettosi, l’immobile è stato recentemente liberato dai ponteggi che ne coprivano la facciata, restituendo ai cittadini la possibilità di ammirare la combinazione unica di materiali e forme pensata da Badas. L’architetto, tra le figure più influenti del Novecento in Sardegna, concepì il Costa Marras come un’opera d’arte abitabile: piastrelle in ceramica bordeaux, inserti bianchi e sculture astratte firmate dal ceramista Giacomo Silecchia ornavano originariamente la superficie esterna.
A causa delle leggi italiane che non riconoscono automaticamente il valore storico di un edificio prima che siano trascorsi 70 anni dalla costruzione, il Costa Marras non ha beneficiato di tutele sufficienti. Un precedente restauro aveva compromesso l’aspetto originale, sostituendo le ceramiche con un’anonima superficie in cemento, cancellando l’impatto cromatico e artistico voluto da Badas e Silecchia.
I restauratori hanno optato per una ricostruzione fedele nello spirito, ridando alla facciata la ricchezza decorativa che la contraddistingueva e restituendo visibilità al connubio tra architettura e artigianato. Ora, il palazzo Costa Marras si propone di nuovo come simbolo di innovazione, creatività e appartenenza, nel cuore della città.
La riapertura visiva dell’edificio rappresenta anche un’occasione per rivalutare l’eredità culturale di Badas, il cui lavoro, seppur non certificato da un titolo accademico, ha avuto un impatto profondo su Cagliari e sull’intero territorio sardo. Tra le sue opere più note figurano anche il Palazzo della Regione Sardegna e il Padiglione dell’Artigianato a Sassari, testimonianze del suo stile inconfondibile e della sua sensibilità verso l’integrazione tra architettura e arte locale.
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