È iniziato oggi a Oristano il secondo ciclo di incontri territoriali organizzati dalla giunta regionale della Sardegna per discutere con Sindaci e tecnici il Disegno di legge sulle “Aree Idonee”, una normativa chiave per la transizione energetica dell’isola. Il testo è destinato ad essere discusso nel Consiglio regionale e prevede il coinvolgimento diretto dei Comuni nella pianificazione energetica dei propri territori. Durante il primo ciclo di incontri, i Comuni hanno avuto un ruolo decisivo, fornendo dettagli sui beni identitari, le aree potenzialmente idonee per impianti FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) e quelle già compromesse.
Rosanna Laconi, assessora della difesa dell’ambiente, ha evidenziato l’importanza di decarbonizzare i territori sardi, non solo per risparmiare sui costi energetici, ma per garantire un equilibrio energetico a lungo termine. “La somma dei fabbisogni energetici calcolati dai Comuni attraverso il PAESC (Piani di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima) permetterà di avere un quadro accurato del fabbisogno energetico dell’isola,” ha dichiarato l’assessora. Un punto chiave del Disegno di legge è il fine vita degli impianti FER, con particolare attenzione al loro smaltimento, garantito da fideiussioni previste nel testo.
Gli incontri finora tenuti con gli stakeholder territoriali hanno messo in luce un forte desiderio di gestire la transizione energetica localmente, opponendosi a qualsiasi forma di speculazione e garantendo autonomia decisionale ai Comuni. Questa posizione è stata ribadita anche dal Direttivo di ANCI Sardegna, che ha sostenuto l’importanza di una governance territoriale per evitare l’imposizione dall’esterno.
L’assessore dell’industria, Emanuele Cani, ha posto l’accento sull’importanza delle risorse finanziarie previste dalla legge, con oltre 678 milioni di euro destinati alla realizzazione di impianti per l’autoconsumo e per le comunità energetiche. Ha inoltre annunciato che verrà riproposto il bando per gli studi di fattibilità delle comunità energetiche da parte dei Comuni, favorendo lo sviluppo di progetti innovativi per l’autonomia energetica locale.
Un aspetto delicato del Disegno di legge riguarda le aree non idonee per la realizzazione di impianti energetici. L’assessore degli enti locali, Francesco Spanedda, ha chiarito alcune interpretazioni controverse circolate sui media: il testo consente ai Comuni di valutare interventi in aree non idonee solo in casi molto specifici e dopo approfondite analisi. Ha portato l’esempio di aree industriali che, pur trovandosi in prossimità di siti archeologici, potrebbero essere considerate per impianti FER se adeguatamente mascherate da boschi o rilievi, garantendo così il rispetto del contesto paesaggistico e archeologico.
Il ciclo di incontri continuerà venerdì 11 ottobre a Cagliari, seguito da ulteriori tappe a Sassari e Nuoro la prossima settimana, con l’obiettivo di coinvolgere tutte le realtà territoriali nella discussione della norma.
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