Ilaria Portas, assessora regionale della Cultura, ha preso parte oggi al Salone Archeologia e Turismo Culturale di Firenze, presso il Palazzo dei Congressi, dove ha illustrato i successi della Sardegna in ambito culturale, tra cui l’inserimento delle Domus de Janas nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco.
Il patrimonio culturale della Sardegna: un tesoro riconosciuto
“La Sardegna porta anche quest’anno a Tourisma il suo grande patrimonio culturale, fatto di beni materiali e immateriali che ci rendono unici agli occhi del mondo”, ha dichiarato Portas, sottolineando l’importanza di preservare e valorizzare questi beni. L’assessora ha ricordato con orgoglio che nel luglio 2025 le Domus de Janas sono state riconosciute patrimonio mondiale dall’Unesco, grazie al supporto della Regione, che ha seguito e facilitato l’intero processo di candidatura fin dalle sue fasi iniziali. “Il nostro orgoglio è doppio se pensiamo che non solo la Sardegna vanta dal 1997 un altro sito Unesco, Su Nuraxi di Barumini, ma il valore universale dato a questo sito seriale rappresenta un traguardo importante per tutta l’Italia”, ha aggiunto.
Un impegno continuo per la tutela e valorizzazione del patrimonio
Portas ha poi dettagliato gli interventi di tutela e valorizzazione avviati dalla Regione, che sta sostenendo finanziariamente le azioni di ricerca e protezione del patrimonio culturale. “Stiamo partecipando anche alla fase di costruzione della Governance del sito seriale, con la sua fase di completamento prevista entro la fine di quest’anno”, ha detto l’assessora, riferendosi al sito delle Domus de Janas. Il progetto, che ha visto inizialmente 36 componenti, è arrivato a 26 nel dossier finale e include 17 beni che sono stati inseriti nella lista Unesco.
Un patrimonio immateriale altrettanto prezioso
Non solo beni materiali, ma anche immateriali, come il Canto a Tenore (2008) e la Faradda de Li Candareri di Sassari (2013), che sono stati riconosciuti dall’Unesco. Portas ha evidenziato anche il riconoscimento nel 2017 del Parco di Tepilora come patrimonio ambientale, sottolineando l’importanza di salvaguardare anche i paesaggi naturali. La Regione Sardegna, infatti, continua a investire ingenti risorse per la valorizzazione di tutto il patrimonio dell’isola.
Musei e archeologia: una Sardegna che guarda al futuro
L’assessora ha poi posto l’accento sugli interventi a sostegno del comparto museale, citando il Museo Civico di Cabras e il Museo Marongiu, gestito dalla Fondazione Mont’e Prama, che ha organizzato il dibattito a Firenze. “I nostri monumenti archeologici, come i nuraghi, le Tombe dei Giganti, i templi a pozzo e il gruppo scultoreo di Mont’e Prama, sono il cuore della nostra identità storica”, ha continuato Portas.
Investimenti e progetti per il futuro
Nel quadro di questi interventi, la Regione finanzia annualmente oltre 25 milioni di euro per la tutela e la valorizzazione dei siti archeologici. Inoltre, sta realizzando un GIS del patrimonio culturale della Sardegna, un progetto che mira a ottimizzare la gestione e la programmazione delle politiche di settore. Un altro progetto importante è la realizzazione di un museo dedicato alla civiltà dei Regni Giudicali, con sedi espositive a Oristano e Sanluri, che avrà l’obiettivo di valorizzare un aspetto significativo della storia medievale sarda.
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