La notizia più attesa dagli allevatori sardi è finalmente arrivata: la Commissione Europea ha espresso parere favorevole alla revoca del blocco sulle movimentazioni dei bovini dall’Isola, una misura che da settimane paralizzava il comparto zootecnico e che aveva generato forte preoccupazione nel mondo agricolo. Il via libera dell’Europa, arrivato dopo giorni di grande incertezza, rappresenta un passo decisivo verso la normalizzazione del settore, in crisi per la sospensione delle vendite e per l’impossibilità di trasferire i capi da vita.
Il parere della Commissione si fonda sui risultati raggiunti dalla Sardegna sul piano sanitario, in particolare sulla gestione della campagna vaccinale contro la Dermatite nodulare contagiosa, una malattia che aveva reso obbligatorio il blocco di tutte le movimentazioni. La copertura vaccinale ottenuta nell’Isola è tra le più alte d’Italia, un elemento determinante durante i confronti ufficiali con il Ministero e il tavolo europeo.
Ora si attende l’atto formale della Regione, necessario per rendere operativa la riapertura. È questo l’appello lanciato da Coldiretti, che chiede all’amministrazione regionale di procedere con rapidità, così da sbloccare immediatamente gli spostamenti degli animali e riattivare un comparto duramente colpito.
Per Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna, la decisione di Bruxelles rappresenta un risultato atteso e meritato: “Accogliamo con soddisfazione questo primo passo della Commissione. Si tratta del frutto di un lavoro portato avanti in sinergia con Ministero e assessorato regionale della Sanità, ma soprattutto del sacrificio dei nostri allevatori, che hanno seguito ogni indicazione sanitaria nonostante costi, ritardi e difficoltà”. Cualbu sottolinea che ora tocca alla Regione completare il percorso, emanando l’atto di revoca nelle prossime ore.
Una posizione condivisa anche dal direttore dell’organizzazione agricola, Luca Saba, che definisce il provvedimento «un passaggio fondamentale, la prova che lo sforzo fatto dal territorio ha dato credibilità alla Sardegna». Secondo Saba, la copertura vaccinale record è stata decisiva per convincere Bruxelles: “La riapertura è essenziale per far ripartire un settore che ha sofferto enormemente. Il nostro ringraziamento va agli allevatori, al Ministero – in particolare al dottor Filippini – e alle autorità sanitarie regionali che hanno sostenuto la nostra causa in Europa”.
La revoca del blocco è il risultato di un percorso complesso, che nelle ultime settimane aveva messo sotto pressione l’intero sistema zootecnico regionale. Il fermo delle movimentazioni aveva determinato lo stallo del mercato dei capi da vita, impedendo vendite e trasferimenti e minacciando la sostenibilità economica delle aziende agricole, soprattutto nelle province più colpite. Coldiretti aveva più volte denunciato i rischi di una prolungata paralisi del settore, chiedendo un intervento urgente per evitare ulteriori ripercussioni su reddito e filiere produttive.
Il risultato ottenuto è in larga parte merito della rapidità con cui è stata condotta la campagna vaccinale: una copertura capillare in tutte le province, con interventi tempestivi nelle zone interessate e attività preventive nei territori rimasti indenni. Un impegno coordinato tra allevatori, veterinari e istituzioni che ha rappresentato la chiave per rassicurare la Commissione Europea sulla capacità della Sardegna di controllare la malattia.
Ora, con il parere favorevole dell’UE, l’attenzione si sposta sulla Regione: lo sblocco potrà diventare operativo soltanto con l’atto formale dell’amministrazione, atteso da migliaia di aziende agricole che attendono di riprendere le attività. Per il comparto, si tratta di un passaggio indispensabile per tornare alla normalità e rilanciare un settore strategico per l’economia sarda.
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