Overtourism in Sardegna, la Cgil lancia l’allarme su coste e lavoro

La segretaria della Cgil Nuoro Ogliastra denuncia pressione turistica, difficoltà dei Comuni e precarietà degli stagionali: servono nuove strategie di gestione

La crescita del turismo in Sardegna porta benefici economici, ma secondo la Cgil Nuoro Ogliastra sta mostrando anche criticità sempre più evidenti. Al termine della stagione estiva, la segretaria generale Domenica Muravera lancia l’allarme sul fenomeno dell’overtourism, ovvero un’eccessiva concentrazione di visitatori in determinati luoghi e periodi dell’anno, con conseguenze sul territorio, sui servizi e sul mercato del lavoro.

Secondo la rappresentante sindacale, l’aumento delle presenze turistiche nelle aree costiere e nei centri dell’interno non sarebbe accompagnato da una programmazione adeguata. Tra i problemi evidenziati figurano pressione sulle coste, difficoltà nella gestione dei flussi, carenza di personale nei Comuni, crescita delle case vacanza e condizioni lavorative problematiche per molti stagionali.

«Serve una seria programmazione d’anticipo che oggi non esiste», è il messaggio della Cgil, che chiede un coordinamento tra Regione Sardegna, Province, Comuni e parti sociali per evitare che le amministrazioni locali siano lasciate sole ad affrontare gli effetti dell’aumento delle presenze.

Il fenomeno riguarda sia le località marine sia alcune aree interne. Nel Nuorese, secondo i dati citati dalla Cgil, territori come Dorgali registrano stabilmente oltre 500mila presenze annue, mentre in Ogliastra località come Bari Sardo e Cardedu superano rispettivamente quota 230mila e 170mila pernottamenti ufficiali.

Numeri che testimoniano l’attrattività della zona, ma che secondo Muravera evidenziano anche una crescita non sempre sostenibile. L’aumento dei visitatori rischia infatti di trasformarsi in una pressione eccessiva sugli ecosistemi, sulle infrastrutture e sulla qualità della vita dei residenti.

Tra le aree considerate più esposte ci sono le coste della Barbagia, della Baronia e dell’Ogliastra, con località come Tortolì, Bari Sardo, Cardedu, il golfo di Orosei e le spiagge di Siniscola. Secondo la Cgil, le misure adottate dai singoli Comuni non sarebbero sufficienti a gestire un flusso turistico sempre più intenso.

Particolare attenzione viene riservata all’impatto sul patrimonio naturale. L’accesso via terra e via mare, secondo il sindacato, sarebbe spesso difficile da controllare: numerose imbarcazioni e gommoni affollano gli specchi d’acqua, mentre alcune aree protette vengono sottoposte a una pressione crescente da parte dei visitatori.

Nel golfo di Orosei sono già stati introdotti strumenti digitali per regolare gli accessi ad alcune spiagge simbolo, come Cala Mariolu, Cala Biriola e Cala Luna, dove il numero elevato di visitatori ha reso necessario un sistema di contingentamento.

Un altro punto critico riguarda la capacità di controllo del territorio. Muravera sottolinea come molti Comuni abbiano organici insufficienti per affrontare un aumento stagionale così significativo. La mancanza di personale renderebbe più difficile intervenire su situazioni come abusi negli stabilimenti balneari, gestione dei rifiuti, accessi non autorizzati e tutela dei percorsi naturalistici, tra cui quelli del Supramonte e delle aree di Tiscali e Gorropu.

La Cgil evidenzia inoltre il lato occupazionale del fenomeno turistico. Dietro ai risultati economici delle stagioni estive, secondo il sindacato, si nasconderebbero situazioni di precarietà, turni eccessivi, lavoro irregolare e applicazione di contratti non adeguati soprattutto nel settore ricettivo.

Per affrontare queste criticità vengono proposte diverse soluzioni. Tra queste una pianificazione anticipata dei flussi turistici, accordi più stretti tra istituzioni e operatori locali e un utilizzo mirato delle risorse derivanti da strumenti come tassa di soggiorno, Tari, parcheggi e ticket di accesso.

L’obiettivo sarebbe destinare queste entrate alla tutela del territorio e alla gestione dei servizi collegati al turismo.

Sul fronte del lavoro, la Cgil propone anche l’introduzione di una clausola sociale con un riconoscimento per le aziende che applicano correttamente i contratti collettivi, oltre alla creazione di strutture abitative a prezzi calmierati per i lavoratori stagionali.

Secondo il sindacato, la sfida dei prossimi anni sarà trovare un equilibrio tra sviluppo turistico e salvaguardia dell’ambiente, evitando che il successo delle destinazioni sarde comprometta proprio le caratteristiche che le rendono attrattive.

Redazione

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