Sanità in Sardegna, i comitati denunciano: “Ospedali svuotati dalla fuga dei medici”

A Silanus assemblea regionale del Coordinamento dei Comitati Sardi per la Sanità Pubblica. Sotto accusa carenze di personale, liste d’attesa e servizi sanitari sempre più in difficoltà

Asl

La mobilitazione dei comitati per la difesa della sanità pubblica in Sardegna continua a rafforzarsi. Sabato 16 maggio, a Silanus, si è svolta l’assemblea regionale del Coordinamento dei Comitati Sardi per la Sanità Pubblica, appuntamento che ha riunito rappresentanti provenienti da numerosi territori dell’isola per discutere delle principali criticità del sistema sanitario regionale.

All’incontro hanno partecipato fisicamente 17 comitati, mentre altre associazioni e gruppi hanno inviato contributi scritti. Una presenza ampia che ha confermato il crescente livello di preoccupazione sullo stato della sanità sarda, soprattutto nelle aree interne maggiormente colpite dallo spopolamento e dalla riduzione dei servizi essenziali.

L’assemblea si è svolta a distanza di poco più di due mesi dalla manifestazione regionale organizzata il 7 marzo a Cagliari e ha rappresentato un’occasione per verificare lo stato degli impegni annunciati dalle istituzioni regionali.

Nel corso dei lavori sono stati affrontati diversi temi: dalla situazione dei Distretti socio-sanitari ai Livelli essenziali di assistenza, passando per i ritardi nell’attivazione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità previsti dalla riorganizzazione sanitaria.

Tra le situazioni più critiche emerse durante il confronto c’è quella del reparto di Oncologia dell’ospedale San Francesco di Nuoro, dove attualmente sarebbero operative soltanto due dottoresse. Secondo il Coordinamento, la carenza di personale rischia di compromettere l’assistenza ai pazienti oncologici del territorio.

I comitati denunciano inoltre che, nonostante i recenti concorsi, nessun nuovo medico sarebbe stato assegnato alla struttura a causa di una programmazione dei fabbisogni ritenuta ormai superata e non adeguata alla situazione reale.

Nel corso dell’assemblea sono emerse forti preoccupazioni anche sul fronte della tutela materno-infantile. Il comitato “Passeggini Vuoti” ha segnalato la grave carenza di pediatri e le difficoltà economiche affrontate dalle famiglie. Secondo quanto denunciato, molte donne in gravidanza sarebbero costrette a effettuare gli esami di routine quasi esclusivamente a pagamento, a causa delle lunghe liste d’attesa nel sistema pubblico.

Critiche anche sul tema della mobilità sanitaria. Alcuni pazienti affetti da patologie oncologiche o particolarmente complesse, secondo quanto riferito durante l’incontro, si vedrebbero negare l’autorizzazione per curarsi fuori dalla Sardegna pur in presenza di tempi d’attesa molto lunghi nelle strutture regionali.

Il dibattito ha coinvolto anche il personale sanitario. Il Comitato Infermieri ha descritto una situazione caratterizzata da forte stress lavorativo, burnout e carichi di lavoro sempre più difficili da sostenere. Presenti inoltre gli interventi del Comitato degli Operatori Socio-Sanitari “Giù le mani dai concorsi pubblici”.

Sul fronte dell’assistenza territoriale, i comitati contestano la progressiva esternalizzazione dell’Assistenza Domiciliare Integrata e il mancato funzionamento delle Aggregazioni Funzionali Territoriali dei medici di base, considerate operative soltanto sulla carta.

Resta inoltre forte la preoccupazione per il futuro degli ospedali minori della Sardegna, tra cui La Maddalena, Tempio Pausania, Ghilarza, Bosa, Ogliastra e Marghine. Secondo il Coordinamento, la trasformazione di queste strutture in Ospedali di Comunità potrebbe tradursi in un ridimensionamento dei servizi destinati alle emergenze acute.

Nel documento finale dell’assemblea, i comitati hanno chiesto alla Regione una programmazione più efficace della formazione sanitaria in collaborazione con le università, oltre a iniziative di orientamento rivolte ai giovani per incentivare l’ingresso nelle professioni mediche e sanitarie.

L’incontro di Silanus si è concluso con la riconferma del direttivo e del portavoce del Coordinamento e con la definizione della delegazione che prenderà parte ai prossimi tavoli istituzionali dedicati alla sanità regionale.

Redazione

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