Sarà la Pinacoteca Carlo Contini a ospitare venerdì 22 maggio alle ore 18 la presentazione del numero 1/2026 della Rivista della Biennale di Venezia, intitolato “Alfabeti / Alphabets”. L’evento, a ingresso libero, nasce dalla collaborazione tra la Pinacoteca, la Biblioteca comunale e la storica istituzione culturale veneziana.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali del sindaco di Oristano Massimiliano Sanna e dell’assessore alla Cultura Simone Prevete. Interverranno inoltre Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale, e Debora Rossi, direttrice editoriale della Rivista e responsabile dell’Archivio Storico della Biennale, in dialogo con Silvia Loddo, direttrice della Pinacoteca Carlo Contini.
“Alfabeti”, viaggio nel potere della parola
Il nuovo numero della Rivista mette al centro la parola come origine del pensiero, della creazione artistica e della relazione umana. “Alfabeti / Alphabets” si lega idealmente a uno storico numero pubblicato nell’ottobre del 1951, riportando in vita una tradizione editoriale rimasta silenziosa per oltre mezzo secolo.
La nuova pubblicazione raccoglie invece contributi che attraversano arti, cinema, filosofia, architettura, traduzione e linguaggi digitali, in un mosaico culturale che prova a raccontare il presente attraverso il valore della comunicazione.
Da Heidegger agli emoji
Ad aprire il volume è una citazione del filosofo Martin Heidegger, che riflette sul rapporto tra mano, scrittura e identità umana. Un pensiero che diventa la bussola teorica dell’intera pubblicazione.
Tra gli interventi presenti figurano il politologo e arabista Gilles Kepel, il direttore della Cinémathèque française Frédéric Bonnaud, il curatore internazionale Hans Ulrich Obrist e la regista Emma Dante.
Spazio anche ai linguaggi contemporanei: la graphic designer Angela Guzman racconta la nascita degli emoji come nuova forma di comunicazione universale, mentre la traduttrice Silvia Pareschi affronta il delicato rapporto tra traduzione e Intelligenza Artificiale.
Un laboratorio culturale aperto
La Rivista della Biennale si propone oggi come un vero laboratorio editoriale aperto, capace di intrecciare discipline differenti e creare connessioni tra arti, società e nuove tecnologie.
Una pubblicazione che prova a restituire alla parola il suo peso originario: non semplice veicolo di significati, ma scintilla viva capace di accendere pensiero, memoria e immaginazione.
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