Un episodio di violenza improvvisa ha sconvolto la zona commerciale di Predda Niedda, a Sassari, dove un uomo di 36 anni, Andrea Multineddu, è stato brutalmente aggredito e ora si trova ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata. Le sue condizioni sono gravissime e la prognosi resta riservata.
Secondo una prima ricostruzione ancora al vaglio degli investigatori, il 36enne si trovava in un bar della zona, dove avrebbe trascorso alcuni minuti al banco insieme a un amico. Avrebbe consumato un caffè e forse effettuato un acquisto, come l’acquisto di sigarette. In quel breve intervallo di tempo, all’interno del locale, si sarebbe verificato un episodio ancora non chiarito: uno sguardo, una parola o un malinteso potrebbero aver innescato una tensione poi sfociata nell’aggressione.
Dopo essere uscito dal bar insieme all’amico, Multineddu si sarebbe fermato all’esterno per fumare, in una situazione apparentemente tranquilla. È in quel momento che, secondo quanto emerge dalle indagini preliminari, sarebbe stato improvvisamente colpito da uno o più pugni al volto, sferrati da un uomo, o forse da più persone. L’impatto lo avrebbe fatto cadere a terra, provocando un violento trauma cranico dovuto all’urto della testa contro il suolo.
I soccorsi del 118 sono intervenuti rapidamente, ma le condizioni dell’uomo sono apparse da subito critiche. Non ha più ripreso conoscenza e i medici hanno diagnosticato una grave emorragia cerebrale, oltre a una significativa lesione oculare. Da giorni il paziente è mantenuto in coma farmacologico mentre il personale sanitario monitora costantemente l’evoluzione del quadro clinico.
Sulla vicenda indaga la polizia di Stato, con la squadra mobile impegnata a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e a identificare il responsabile o i responsabili dell’aggressione. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma tra gli elementi al vaglio ci sarebbero anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona commerciale di Predda Niedda, considerate potenzialmente decisive per risalire all’autore del pestaggio.
Al momento non vi sono certezze né sull’identità dell’aggressore né sul movente. Le ipotesi investigative restano aperte e si concentrano su una possibile lite nata per futili motivi all’interno o nei pressi del bar.
La comunità locale segue con apprensione l’evolversi della situazione, mentre emergono dettagli sulla vita della vittima. Andrea Multineddu è un educatore cinofilo, professione costruita attraverso anni di formazione e pratica. È abilitato Coni e da tempo si occupa di addestramento e interazione tra cani e proprietari, con particolare esperienza anche nella disciplina della dog agility, attività che lo aveva reso conosciuto nell’ambiente cinofilo sassarese.
L’episodio ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza nelle aree commerciali della città, dove la presenza di attività e flussi di persone rende fondamentali sistemi di controllo e videosorveglianza per la prevenzione e la ricostruzione di eventi violenti come quello avvenuto a Predda Niedda.
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