Le elezioni nei comuni del Coros hanno mostrato come politica e polemica siano spesso due facce della stessa medaglia. A Ossi, la vittoria di Pasquale Lubinu, confermato sindaco per la quarta volta e per il secondo mandato consecutivo, è stata accompagnata da forti tensioni tra fazioni opposte, amplificate dai social network. L’ex membro della passata maggioranza, Angelo Fancellu, aveva lasciato l’incarico pochi mesi prima del voto, definendo la sua esperienza “una gabbia da cui fuggire”. Il sindaco, ironizzando, si è definito il “Gatto Silvestro”, minimizzando le accuse. La risposta di Fancellu, tramite una lettera aperta, non si è fatta attendere: “Se vuole creare odio e nemici, ci sta riuscendo”, ha scritto, evidenziando un clima ancora acceso.
Anche Osilo non è stata immune dalle tensioni. Il neo sindaco Valentino Canu ha vinto in un contesto altrettanto competitivo, dove Facebook ha svolto il ruolo di agorà virtuale, alimentando attacchi personali e screzi tra contendenti. Canu ha commentato gli episodi sottolineando come molti attacchi siano stati gratuiti, ma ha promesso che nei prossimi mesi l’amministrazione lavorerà per ricucire i rapporti e riportare la calma nella comunità.
Il fil rouge tra i due comuni è quindi chiaro: le campagne elettorali locali possono trasformarsi in veri e propri campi di battaglia digitali, con effetti che si protraggono anche dopo la chiusura delle urne. Mentre Lubinu e Fancellu mantengono una dialettica accesa a Ossi, Canu a Osilo punta su un approccio più conciliativo. L’auspicio generale è che la politica torni a concentrarsi sui programmi e sul bene comune, riducendo il clima di ostilità tra cittadini e amministratori.
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