È stata fissata per giovedì 2 luglio alle ore 10.00 la manifestazione organizzata sotto il Palazzo del Consiglio regionale della Sardegna da un vasto fronte composto da associazioni ambientaliste, sindacali e movimenti pacifisti. Il sit-in nasce con l’obiettivo di contestare l’autorizzazione ambientale concessa alla RWM Italia S.p.A., azienda attiva nella produzione bellica nei territori di Domusnovas, Iglesias e Musei.
Al centro della protesta vi è il decreto n. 34147 del 17 febbraio 2026, con cui un Commissario ad acta ha rilasciato la cosiddetta autorizzazione ambientale VIA ex post, una procedura che secondo i promotori della mobilitazione presenta numerosi profili critici sotto il profilo istituzionale e ambientale. Le organizzazioni firmatarie parlano infatti di una scelta che avrebbe inciso sull’assetto decisionale della Regione, sollevando dubbi sul rispetto dei processi ordinari di valutazione ambientale.
Secondo quanto riportato nella lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio regionale e ai Capigruppo, la decisione della Giunta di non pronunciarsi direttamente sulla richiesta di VIA, delegando il procedimento a un Commissario ad acta, rappresenterebbe un passaggio particolarmente controverso. Le sigle promotrici sottolineano come tale scelta venga interpretata come una compressione dell’autonomia istituzionale regionale e come un atto in grado di incidere sul principio di legalità amministrativa.
Un altro elemento centrale della contestazione riguarda la lunga attività dello stabilimento RWM. Le associazioni ricordano infatti che l’impianto avrebbe operato per circa nove anni in assenza di un titolo autorizzatorio ambientale valido, proseguendo al contempo attività produttive e ampliamenti infrastrutturali. In questo contesto viene evidenziato come la società abbia continuato a sviluppare il sito industriale attraverso ulteriori autorizzazioni comunali, ritenute dai promotori del sit-in potenzialmente soggette a nuove valutazioni di impatto ambientale.
Particolarmente duro è il giudizio espresso sul ruolo della politica industriale nel Sulcis Iglesiente. Nella lettera si parla di una strategia percepita come orientata alla militarizzazione del territorio e alla crescita della produzione bellica, con conseguenze sociali e ambientali rilevanti. Le organizzazioni sostengono che lo stabilimento, già oggetto di pronunce giudiziarie, starebbe procedendo verso un potenziamento della produzione di esplosivi destinati a diversi utilizzi militari, inclusi armamenti per artiglieria, aeronautica e sistemi a pilotaggio remoto.
Il sit-in del 2 luglio non sarà soltanto un momento di protesta pubblica, ma anche un’occasione di pressione istituzionale. Le realtà promotrici hanno infatti richiesto formalmente un incontro con il Presidente del Consiglio regionale e con i Capigruppo, con l’obiettivo di aprire un confronto politico sulla vicenda. La richiesta mira a riportare al centro del dibattito le implicazioni ambientali, sociali e politiche dell’autorizzazione concessa alla RWM Italia, ritenuta da molti firmatari una scelta strategica destinata a incidere sul futuro del territorio.
Tra le realtà aderenti figurano numerose organizzazioni del mondo ambientalista, sindacale e pacifista, tra cui associazioni storiche, comitati territoriali e sigle della rappresentanza sindacale di base. La mobilitazione assume quindi una dimensione ampia e trasversale, che unisce sensibilità diverse attorno al tema comune dell’impatto dell’industria bellica in Sardegna.
La giornata di protesta si inserisce in un contesto di crescente attenzione pubblica sul rapporto tra sviluppo industriale, tutela ambientale e scelte politiche regionali. Il sit-in del 2 luglio rappresenta dunque un nuovo capitolo di una vertenza che, secondo i promotori, non riguarda solo un singolo stabilimento, ma il modello di sviluppo futuro del territorio.
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