Non soltanto cultura, ma anche sviluppo, identità e visione territoriale. Con queste ambizioni Iglesias ha ufficializzato la propria candidatura al titolo di Capitale italiana del Libro 2027, presentando al Ministero della Cultura il dossier intitolato “Iglesias, il Libro nel Mediterraneo”.
Un progetto che vuole trasformare il libro in qualcosa di più di un semplice strumento di intrattenimento: un motore di crescita civile, sociale ed economica capace di mettere in connessione comunità, territori e nuove generazioni.
Nei prossimi giorni la candidatura verrà promossa anche al Salone del Libro di Torino, vetrina nazionale fondamentale per raccontare il percorso costruito dalla città mineraria e dall’intero territorio del Sulcis-Iglesiente.
Una candidatura che coinvolge tutto il Sulcis-Iglesiente
La corsa di Iglesias non nasce come iniziativa isolata, ma come progetto collettivo capace di unire amministrazioni, istituzioni culturali e comunità locali.
Attorno alla città, già riconosciuta dal Cepell come “Città che legge”, si è infatti creato un sistema territoriale che coinvolge altri dieci comuni del Sulcis-Iglesiente:
- Buggerru
- Calasetta
- Carbonia
- Carloforte
- Domusnovas
- Fluminimaggiore
- Gonnesa
- Musei
- Portoscuso
- Sant’Antioco
Una rete che punta a valorizzare il patrimonio culturale del territorio attraverso eventi, letture, festival, biblioteche e progetti educativi diffusi.
“Il Libro nel Mediterraneo”: una visione culturale ampia
Il titolo scelto per il dossier, “Iglesias, il Libro nel Mediterraneo”, richiama immediatamente la vocazione geografica e culturale della Sardegna.
L’idea è quella di trasformare Iglesias in un ponte tra culture, storie e linguaggi del Mediterraneo, facendo del libro uno strumento di dialogo e inclusione.
Una visione che si intreccia con la storia stessa della città: un luogo segnato dal lavoro minerario, dalle migrazioni, dalle contaminazioni culturali e dalla capacità di reinventarsi nel tempo.
La cultura come leva economica e sociale
Dietro la candidatura non c’è soltanto il desiderio di ottenere un riconoscimento prestigioso, ma anche la volontà di investire sulla cultura come fattore concreto di crescita del territorio.
Eventi letterari, turismo culturale, promozione delle biblioteche e coinvolgimento delle scuole vengono considerati strumenti capaci di generare opportunità economiche, rafforzare il tessuto sociale e contrastare fenomeni come spopolamento e marginalità.
In un territorio spesso raccontato soltanto attraverso le sue difficoltà industriali, il libro diventa così una sorta di bussola simbolica: piccola nelle dimensioni, ma capace di orientare intere comunità verso nuove prospettive
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