Detenuti 41 bis a Uta: il 1° dicembre incontro pubblico sull’impatto territoriale

Aperto alla cittadinanza il confronto sul possibile trasferimento di detenuti al carcere “E. Scalas”

Un incontro pubblico per discutere le implicazioni del possibile arrivo di detenuti sottoposti al regime del 41 bis nel carcere “E. Scalas” di Uta si terrà lunedì 1° dicembre 2025 alle ore 17 presso l’aula consiliare comunale. L’appuntamento, promosso dall’Amministrazione Comunale di Uta, è aperto a tutta la cittadinanza, chiamata a partecipare e a confrontarsi su una tematica che tocca da vicino la sicurezza, la gestione penitenziaria e l’impatto sul territorio.

Al centro del dibattito ci sarà la valutazione dei possibili effetti legati al trasferimento di detenuti in regime di 41 bis, il cosiddetto “carcere duro”, riservato a soggetti ritenuti altamente pericolosi, per lo più appartenenti a organizzazioni criminali di stampo mafioso. L’obiettivo dell’incontro è offrire ai cittadini informazioni dettagliate e occasioni di dialogo con le istituzioni e le autorità competenti, in un contesto di piena trasparenza.

Interverranno alcune tra le figure istituzionali e giudiziarie più autorevoli della Sardegna:

  • Alessandra Todde, Presidente della Regione Sardegna,
  • Piero Comandini, presidente del Consiglio Regionale,
  • Luigi Patronaggio, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Cagliari,
  • Maria Cristina Ornano, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Cagliari,
  • Matteo Pinna, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari,
  • Cinzia Irene Libera Testa, Garante Regionale per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà,
  • Antonello Caria, ex vice Questore.

Saranno inoltre presenti rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, tra cui deputati e senatori eletti nei collegi della Sardegna, consiglieri regionali, e per la Città metropolitana di Cagliari il Sindaco Massimo Zedda, insieme a numerosi sindaci e sindache del territorio.

L’incontro si preannuncia come un’importante occasione di partecipazione civica, in un momento in cui cresce l’attenzione della comunità locale verso l’evoluzione della struttura carceraria e le sue ricadute sul piano sociale e istituzionale. Il Comune di Uta ha ribadito l’importanza di una discussione aperta e condivisa, che coinvolga tutti gli attori interessati e che consenta di esprimere posizioni, dubbi e proposte sul tema.

Il regime del 41 bis rappresenta una delle misure più severe previste dall’ordinamento penitenziario italiano e viene applicato in casi specifici per interrompere i collegamenti tra i detenuti e le organizzazioni criminali esterne. Il trasferimento di detenuti di questo tipo in strutture come quella di Uta comporta una serie di implicazioni operative, logistiche e sociali, sulle quali cittadini e istituzioni sono chiamati a riflettere.

Foto carcere: Comune di UTA
Redazione

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