Le campagne attorno a Olbia continuano a essere al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine per la presenza di vaste coltivazioni di Cannabis. L’impiego del nuovo elicottero AW119Kx in dotazione alla base dei Carabinieri di Venafiorita ha consentito di individuare nuove aree destinate alla produzione, facendo emergere dimensioni significative del fenomeno.
L’operazione più rilevante ha riguardato il territorio di Telti, dove i militari hanno eseguito un provvedimento di sequestro e distruzione di una piantagione composta da circa 10 mila piante di Cannabis. L’area individuata si trova nelle campagne al confine con il territorio di Sant’Antonio di Gallura, una zona già interessata in passato da diverse attività investigative.
Durante altri controlli effettuati grazie ai sorvoli dell’elicottero partito dalla base del 10° Nucleo di Olbia, sono state scoperte ulteriori coltivazioni. Ad Alà dei Sardi, nella località Sa Serra de Battau, sono state trovate circa 300 piante alte quasi due metri, mentre nelle campagne di Bono è stata individuata una piantagione più piccola con circa 350 esemplari.
Le indagini sulle coltivazioni scoperte sono ancora in corso, ma le Procure di Tempio e Sassari stanno approfondendo l’ipotesi di una filiera organizzata, nella quale diversi territori avrebbero ruoli distinti. Secondo gli investigatori, i terreni della Gallura sarebbero utilizzati per la coltivazione, mentre altre competenze specialistiche arriverebbero da aree interne della Sardegna, tra cui Barbagia e Ogliastra.
Un capitolo particolare riguarda il territorio di Telti, indicato come uno dei principali punti di interesse investigativo. Negli ultimi anni la zona è stata coinvolta in numerose operazioni: nel 2021 le autorità di Livorno sequestrarono una tonnellata di marijuana, mentre nel 2022 i Carabinieri individuarono un laboratorio con circa due tonnellate di Cannabis, portando all’arresto di sei persone.
Negli ultimi due anni, le inchieste hanno coinvolto decine di persone tra Telti, Sant’Antonio di Gallura, Luras, Arzachena, Olbia, Alà dei Sardi e Oschiri. Gli accertamenti riguardano anche soggetti incensurati e attività economiche che potrebbero essere state utilizzate per il reinvestimento dei proventi del traffico.
Le autorità stanno inoltre analizzando i possibili collegamenti logistici della rete criminale. Tra le ipotesi investigative viene considerato il ruolo degli scali marittimi, compreso il porto dell’Isola Bianca di Olbia, oltre ad altri piccoli approdi della costa utilizzati per gli spostamenti.
Il quadro emerso dalle ultime operazioni conferma l’attenzione crescente degli investigatori verso il fenomeno della coltivazione illegale di Cannabis in Gallura, con controlli che proseguono per individuare nuove piantagioni e ricostruire l’intera filiera.
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