Un tratto di mare della Marina di Gairo, in Ogliastra, è stato interdetto dopo il ritrovamento di un presunto ordigno bellico sul fondale di Cala ‘e Luas. L’oggetto è stato individuato da un giovane di 14 anni di Cardedu durante un’immersione per una battuta di pesca subacquea.
Il ragazzo, Francesco Piras, mentre osservava il fondale con maschera e pinne, avrebbe notato un elemento dalla forma cilindrica incastrato tra due scogli. Dopo averlo osservato, avrebbe ritenuto possibile che si trattasse di un residuato bellico e ha deciso di interrompere l’attività per segnalare il ritrovamento.
Il giovane ha quindi informato il padre, che ha provveduto ad avvisare le autorità competenti. La segnalazione ha fatto scattare le procedure di sicurezza previste in caso di possibile presenza di materiali esplosivi in ambiente marino.
Attivata la procedura di sicurezza
Dopo la comunicazione ricevuta, i carabinieri della stazione di Cardedu, competenti per il territorio interessato, hanno trasmesso la segnalazione alla Guardia costiera di Arbatax.
Il comandante della Capitaneria di porto, Mattia Caniglia, ha disposto un provvedimento per mettere in sicurezza la zona e impedire l’accesso all’area interessata. Il tratto di mare è stato quindi sottoposto a interdizione temporanea in attesa degli accertamenti tecnici.
L’obiettivo è garantire la sicurezza di bagnanti, diportisti e subacquei fino alla verifica dell’oggetto e all’eventuale rimozione.
Attesi gli specialisti della Marina militare
Per intervenire sul presunto ordigno sono attesi a Cala ‘e Luas i reparti specializzati della Marina militare, in particolare i palombari addestrati alla bonifica di ordigni esplosivi e alle operazioni subacquee.
Gli specialisti dovranno raggiungere il punto individuato sul fondale, effettuare le verifiche necessarie e stabilire la natura dell’oggetto ritrovato.
Nel provvedimento firmato dalla Guardia costiera, l’elemento rinvenuto viene indicato come di natura sconosciuta, in attesa delle valutazioni tecniche definitive da parte del personale qualificato.
Il racconto del ritrovamento
Il giovane che ha effettuato la scoperta ha raccontato di essere stato attirato dalla presenza di un oggetto insolito sul fondale. La sua conoscenza dei materiali bellici lo avrebbe portato a ipotizzare che potesse trattarsi di un residuato, spingendolo a non avvicinarsi ulteriormente e a informare immediatamente il padre.
La segnalazione tempestiva ha consentito alle autorità di attivare rapidamente le procedure di sicurezza e di delimitare l’area prima dell’arrivo degli specialisti.
I prossimi accertamenti della Marina militare stabiliranno se si tratti effettivamente di un ordigno e quali eventuali operazioni saranno necessarie per la bonifica.
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